Giovedì, 9 settembre 2010

Carceri & Bugie

 Mauro Palma (Consiglio d’Europa):

"Quanto detto dall'on. Casellati

non e’ vero."

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L’Italia è il secondo paese europeo

per suicidi dei detenuti

Roma 15 giugno - “Quello che ha detto a Trieste il sottosegretario alla Giustizia, Alberti Casellati, secondo cui nelle carceri italiane ci sono meno suicidi che il quelle degli altri paesi europei, non corrisponde al vero” – lo ha detto ieri Mauro Palma, Presidente del Comitato di prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, durante la trasmissione Radio Carcere, in onda su Radio Radicale.

“Secondo i dati in nostro possesso” – ha precisato Palma – nel 2009 il paese dove ci sono stati più suicidi è stata la Francia, con 19 suicidi ogni 10 mila detenuti, seguita dall’Italia, con 12 suicidi ogni 10 mila detenuti, dalla Gran Bretagna con 11 suicidi e dalla Germania con 10 suicidi ogni 10 mila detenuti. In Spagna c’è la situazione migliore” – ha sottolineato Palma – lì infatti nel 2009 ci sono stati solo 7 suicidi ogni 10 mila detenuti, e ciò grazie ad uno specifico programma attuato dal Governo spagnolo. In conclusione” – ha detto Palma – “ciò che ha affermato l’on. Casellati non corrisponde alla realtà rilevata dai dati in nostro possesso.”

Qui per riascoltare la puntata di ieri di Radiocarcere su Radio Radicale

P.S.

Questi del Governo non solo non fanno nulla pe affrontare l'emergenza carcere, ma dicono anche cose non corrispondenti al vero. Dividono il loro tempo tra indifferenza e inesattezze. Peggio di così!

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 Costituzione & Detenzione.

Il divario tra ciò che stabilisce la Carta

e la realtà presente nelle carceri.

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Oggi su Radio Rai 3, nel corso della rubrica "Chiodo fisso" curata da Elisabetta Parisi, si è parlato dell'art. 27, secondo comma, della Costituzione. Norma che afferma: "Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". Ecco, esattamente il contrario di ciò che oggi avviene nella carceri italiane.

Per riascoltare la puntata di "Chiodo fisso" di Radio Rai 3


INTERCETTAZIONI:

LIMITI E SANZIONI,

COSI' IL NUOVO TESTO

Roma, 8 giugno - Dal limite dei 75 giorni alle sanzioni per gli editori, ecco come il ddl sulle intercettazioni arriva al suo rush finale  in Senato con gli emendamenti presentati dal relatore Centaro.         

- LIMITI: Intercettazioni possibili solo per i reati puniti con piu' di cinque anni (tra questi c'e' anche la corruzione). I telefoni possono essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo. Se c'e' necessita', vengono  concessi altri tre giorni  prorogabili di volta in volta con provvedimento del gip. Per i reati piu' gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, piu' altri venti prorogabili.

- DIVIETI E SANZIONI:  Gli atti delle  indagini in corso possono essere pubblicati non tra virgolette ma con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che sgarrano ci sono 300 mila euro di multa, che salgono a  450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10000 euro se  pubblicano intercettazioni durante le indagini o atti coperti da segreto.   

- CIMICI: niente  piu'  microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le 'cimici'' saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili di altri tre.

- PM CIARLIERI: Se il responsabile dell'inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d'ufficio e semplicemente va in tv a parlare dell'inchiesta puo' essere sostituito dal capo del suo ufficio.

- PEDOFILIA: scompare la norma che eliminava l'obbligo di arresto per i reati di pedofilia di  ''lieve entita' ''  

- NOMA TRANSITORIA: Le nuove  regole si applicano ai processi in corso. Quindi, anche se erano gia' state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovra' essere applicato il tetto dei 75 giorni.

-  RIPRESE: Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della corte d'appello, che puo' autorizzarle anche se non c'e' il consenso delle parti.

- IENE, STRISCIA, REPORT: le registrazione carpite di nascosto sono permesse ai  giornalisti professionisti e pubblicisti.

- CLERO: Se nelle intercettazioni finisce un sacerdote bisogna avvertire la discesi; se l'intercettato e' un vescovo il pm deve avvertire la segreteria di Stato vaticana. (fonte ANSA).

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Marcello Lonzi:

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“Morto per un malore”


Livorno 19 maggio. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno Rinaldo Merani ha archiviato stamani l'inchiesta sulla morte di Marcello Lonzi, detenuto morto nel carcere delle Sughere l’11 luglio 2003. Il Gip ha quindi accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal pm Antonio Giaconi per tre degli indagati: un compagno di cella di Lonzi accusato di omicidio preterintenzionale, e due agenti della polizia penitenziaria per omessa vigilanza. Secondo il Gip Lonzi morì a causa di un malore. Il gip, inoltre, ha ritenuto che l'inchiesta sia stata esaustiva nell'escludere responsabilità dolose o colpose

P.S. Una decisione che si allinea perfettamente con tante altre archiviazioni per fatti accaduti nelle carceri. Un fenomeno che fa riflettere. Infatti il carcere, non solo è un lougo senza dignità, ma è anche un luogo senza legge e soprattutto senza Giustzia. E' il lodo carcerario, grazie al quale in istituti dello Stato chiamate carceri, dove si entra perchè si è indagati o colpevoli di delitti, si possono impunemente commettere reati perchè intanto nessuno li accerterà e li sanzionerà mai. Percosse, maltrattamenti, decessi: se avvenuti nelle carceri non troveranno mai un responsabile. Il caso di Marcello Lonzi è solo uno dei tanti.

 

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Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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