Giovedì, 2 settembre 2010

GIUSTIZIA

Processo breve o interrotto?

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Come sarà la Giustizia di domani.


“Processo breve”. Ci risiamo. Erano mesi che non si sentiva parlare della geniale idea. Dal 20 gennaio, quando il Senato aveva approvato il disegno di legge sul c.d. “processo breve”. Una riforma da molti criticata e per questo ribattezzata: riforma sul “processo interrotto”. Nomignolo azzeccato. Se infatti la riforma passerà al vaglio della Camera, non è difficile prevedere che, grazie alla mirabile norma transitoria, saranno moltissimi i processi in corso che verranno interrotti per sempre e che si concluderanno con un nulla di fatto.

Finale utile per alcuni, meno utile per le tante vittime dei reati che oggi attendono una risposta di giustizia. Ma l’agognata riforma governativa sul processo breve, o interrotto, offre anche l’occasione per porre nuove e interessanti domande.

Ovvero: con questi nuovi limiti temporali al dibattimento fissati dal processo breve, come  sarà la giustizia di domani? Quale sarà il futuro delle nuove indagini e dei nuovi processi? Due scenari sono facilmente prevedibili.

Il primo. Senza maggiori risorse per la giustizia e senza interventi legislativi che migliorino in modo sistematico le regole del processo, la maggior parte dei processi di domani cadranno in prescrizione.

Il secondo, che poi è legato al primo. Con una fase dibattimentale destinata alla prescrizione, la fase delle indagini muterà la sua finalità. Da procedimento propedeutico all’esercizio dell’azione penale, si trasformerà indebitamente in una sorta di giudizio. Chi è indagato non potrà vedersi prosciolto e aumenterà, ancora più di oggi, il ricorso alle misure cautelari. Misure che verranno applicate come l’unica sanzione possibile.

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 Carceri

Bologna: detenuto muore

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dopo una visita medica

Bologna, 30 agosto - Un detenuto italiano di 44 anni, ristretto nel carcere di Bologna, e' deceduto in carcere per cause naturali. Secondo quanto si è appreso il detenuto, che era imputato, ha chiesto di essere visitato dopo essersi sentito male.

L'agente della polizia penitenziaria lo ha accompagnato in infermeria, dove e' stato visitato dal medico che, pare, non abbia riscontrato niente di particolare. Il detenuto, mentre stava facendo rientro in cella, e' caduto a terra ed e' morto. L'intervento del 118 e' stato inutile.

Pazienza no?

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Carcere di Catania:

Una persona detenuta muore

tagliandosi la gola con una lametta


Catania, 23 luglio. Poche ore fa, Andrea Corallo, di 39 anni,  detenuto nel carcere la Bicocca di Catania è morto dopo essersi tagliato la gola con una lametta.  Pare che Corallo, che era detenuto dall'aprile del 2008, avesse iniziato una rumorosa protesta e minacciasse di uccudersi proprio tagliandosi la gola. Inutili sono stati  i tentativi degli agenti di far calmare Corallo, il quale all'improvviso si è reciso la carotide. Andrea Corallo divideva la cella con altri 2 detenuti, che ora sono interrogati dagli inquirenti.

P.S.

Nell'attesa di capire se si sia trattato di un vero e proprio suicidio o di un gesto di autolesionisimo finito male, è evidente che 2 anni passati nella vecchia galera di Catania fanno perdere il senno. E questo basta e avanza.


Il capo del Dap, Franco Ionta,

scrive al personale

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"Faremo un sondaggio

sul nostro operato"


Pubblichiamo, grazie agli amici di Ristretti Orizzonti, la lettera scritta il 22 luglio da Franco Ionta, Capo del Dap, e indirizzata al tutto il personale dell'amministrazione penitenziaria. Buona lettura!


La lettera di Franco Ionta:

Le attuali difficili condizioni in cui vi trovate ad operare, dovute principalmente al sovraffollamento, con la stagione estiva si gravano dì ulteriori problemi. L'amplificazione mediatica, talvolta ingiustificata, degli eventi carcerari determina l'effetto della diffusione, nell'opinione pubblica, di un senso di sfiducia nel sistema penitenziario nel suo complesso. Al fine di "misurare" la percezione, nei cittadini, dell'operato dell'Amministrazione e della Polizia Penitenziaria, ho commissionato un sondaggio a una società di ricerca i cui risultati saranno resi noti a breve. Essi ci consentiranno di intervenire con maggiore incisività nella comunicazione istituzionale.

La prima metà del 2010 è stata caratterizzata da una Jose di transizione che ha approntato la strategia di interventi e che ha avuto il suo definitivo assetto nel "Piano carceri". In numerose occasioni ho avuto modo di esplicitare i punti significativi del piano che poggia su tre pilastri, fortemente voluti da Amministrazione e Governo, per conseguire l'obiettivo della stabilizzazione del sistema penitenziario. Stiamo lavorando con la consapevolezza che il sistema carcere deve essere condotto fuori dall'emergenza, ripristinando condizioni di vita dignitose per le persone detenute e internate e consentendo al personale di operare nel miglior modo possibile per lo svolgimento degli alti compiti assegnatigli.

Di recente ho parlato con i comandanti di reparto, dopo avere incontrato i Provveditori, con cui costante e proficuo è il rapporto, e i direttori, incontri durante i quali, con approccio diretto e sincero, ho avuto la possibilità di ascoltare interventi responsabili che, pur esponendo le criticità strutturali e organizzative delle specifiche realtà, hanno confermato il valore della lealtà istituzionale, la capacità di confrontarsi con l'emergenza individuando soluzioni il senso di appartenenza forte e autentico all'Amministrazione Penitenziaria; valori e capacità che rilevo ogni qualvolta sono in insita negli istituti penitenziari, dove vedo polizia penitenziaria e operatori amministrativi, direttori, educatori, contabili impegnati e consapevoli del ruolo.

Mi rivolgo a voi tutti operatori penitenziari, di ogni ordine e grado, per garantirvi il mio massimo impegno dunque nel portare la nostra Amministrazioni fuori dall'emergenza e per sostenere e valorizzare le vostre professionalità.

                                                                           Franco Ionta

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Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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