La Cassazione: bene al provvedimento del Governo  sulla competenza per materia dei reati di mafia
Da un'agenzia dell'Agi Roma, 8 febbraio. - La Corte di Cassazione condivide "l'annunciato intervento legislativo urgente inteso asterilizzare gli effetti dell'aggravamento di pena stabilito con la legge n.251 del 2005 sulla determinazione della competenza conservando questo tipo di delitti alla cognizione del tribunale in composizione collegiale". E' quanto si legge in una nota della Suprema Corte, in merito alla sentenza della prima sezione penale di piazza Cavour, le cui motivazioni sono state depositate oggi, con cui e' stato stabilito che, quando a chi promuove, dirige, organizza l'associazione mafiosa sia contestata l'aggravante dell'associazione armata, la competenza appartiene alla corte d'assise, poiche' il delitto in questione e' punito con una condanna non inferiore a 24 anni, a seguito dell'inasprimento delle pene per tali reati stabilito con la legge ex Cirielli.La Cassazione, investita della questione di competenza dal tribunale di Catania nell'ambito del processo 'Amante', "non poteva non pronunciarsi sul punto - si legge ancora nella nota - e non poteva non farlo nel senso imposto dalla legge processuale (articolo 5 Cpp) che attribuisce alla corte d'assise la competenza si delitti puniti con l'ergastolo o con la reclusione non inferiore nel massimo ad anni 24, restando irrilevanti, salvo uno specifico intervento del legislatore, le regole relative alla ripartizione interna della competenza del tribunale in composizione collegiale" Commenti (1 ) |
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Ok unanime della Cemera 
Dl sulle sedi disagiate
Roma, 4 febbraio. Con 502 voti a favore la Camera ha approvato all'unanimità la conversione in legge del decreto legge del Governo finalizzato, fra l'altro, a coprire i vuoti di organico nelle Procure. La legge passa ora all'esame delSenato. Il decreto scade il prossimo 28 febbraio. Ecco cosa prevede il testo:
TRASFERIMENTI D'UFFICIO: Nelle sedi disagiate rimaste scoperte per mancanza di aspiranti e per le quali i magistrati non abbiano manifestato il consenso o la disponibilita' al trasferimento, il CSM dispone il trasferimento d'ufficio tra i magistrati in servizio nel distretto di corte d'appello interessato dalle scoperture. Il trasferimento puo' essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a requirenti e viceversa. Il trasferimento d'ufficio puo' essere disposto nei confronti di magistrati che hanno superato la prima o la seconda valutazione di professionalita', con esclusione di coloro che hanno conseguito valutazioni superiori (quindi magistrati con almeno 4 anni e non piu' di 12 anni di anzianita'); magistrati cosiddetti 'ultradecennali' (che svolgono da oltre 10 anni le stesse funzioni); magistrati che si trovano nella stessa posizione tabellare o nello stesso gruppo di lavoro nell'ambito delle stesse funzioni e che allo spirare del periodo massimo di permanenza nell'ufficio (10 anni) nonhanno fatto domanda di trasferimento ad altra funzione o altrogruppo di lavoro. A favore dei magistrati trasferiti d'ufficionelle sedi disagiate si applicano benefici economico-giuridici.
LE SEDI DISAGIATE: Viene previsto l'aumento da 60 ad 80 del numero massimo delle sedi disagiate individuate ogni anno dal Csm. Aumenta da 100 a 150 del numero massimo dei magistrati provenienti da sedi non disagiate che, una volta conseguita la prima valutazione di professionalita', possono essere destinati d'ufficio a sedi disagiate;
PROROGA MAGISTRATI ONORARI: Vale per tutto il 2010, per assicurare la funzionalita' degli uffici giudiziari fino all'approvazione della riforma organica della magistratura onoraria, di cui il Consiglio dei ministri ha gia' avviato la discussione.
LA SCUOLA SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA: Anche se non e' ancora operativa, dovra' organizzare corsi obbligatori di formazione per i magistrati giudicanti e requirenti che aspirano al conferimento degli incarichi direttivi di I e II grado. IL 'BIT' IN CANCELLERIA: Viene esteso dell'uso della posta elettronica certificata a tutte le comunicazioni e le notificazioni per via telematica nel processo civile e penale.
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Il Csm diviso sulla nomina del nuovo
presidente della Corte d’Appello di Milano Da un’agenzia dell’Ansa Roma 3 febbraio - Il plenum del Csm ha nominato nuovo presidente della Corte d'appello di Milano Alfonso Igazio Marra, ma si e' spaccato sulla decisioone. Marra, che e' attualmente alla guida della Corte d'appello di Brescia, e' passato sul filo di lana per due soli voti di differenza rispetto al suo diretto concorrente, Renato Rordorf, consigliere alla Corte di Cassazione. Il voto e' arrivato dopo un'infuocata discussione, in cui non sono mancati riferimenti all'interesse della politica alla nomina (qualcuno si e' spinto sino a parlare di pressioni esterne alla magistratura), visto che proprio alla Corte d'appello di Milano pendono processi importanti a cominciare da quello sul reclamo della Fininvest contro la sentenza del giudice Mesiano, che l'ha condannata al risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti per la vicenda del Lodo Mondadori.
La scelta ha diviso i gruppi dei togati piu' moderati. A favore di Marra ha votato l'intero gruppo di Magistratura indipendente, ad eccezione di AntonioPatrono, che ha sostenuto Rordorf. Hanno sostenuto Marra anche cinque consigliere di Unicost, mentre il sesto, Giuseppe Maria Berruti, si e' espresso per Rordorf. Marra ha ottenuto anche il sostegno del vicepresidente del Csm Nicola Mancino, del presidente e del procuratore generale della Cassazione, Vincenzo Carbone e Vitaliano Esposito. Compatti hanno votato per Marra i consiglieri laici del Pdl e e dell’Udc. Unica eccezione: la consigliera laica di sinistra, Celestina Tinelli, che è si è dissociata dal suo gruppo. Per il dottor Rordorf hanno votato invece tutte le correnti di sinistra, Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. La battaglia si e' giocata innanzitutto sui profili dei due candidati. Secondo i sostenitori di Marra era senz'altro lui da preferire per aver ricoperto, a differenza del suo concorrente, per 22 anni funzioni direttive e semidirettive, e soprattutto per averlo fatto proprio alla corte d'appello di Milano. Dati tutt'altro che decisivi per i favorevoli a Rordors (che e' stato per 5 anni commissario alla Consob) e che e' stato da piu' consiglieri definito ''uno dei maggiori giuristi europei'' in campo economico. Dunque la persona piu' adatta a guidare la corte d'appello, che in Italia decide le controversie piu' importanti in questa materia. Commenti (0 ) |
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