Roma, 26 gennaio. "La tragica situazione carceraria è una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana - fino all'impulso a togliersi la vita - di migliaia di essere umani, chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo e stipare 68 mila detenuti in condizioni logistiche adeguate a 45 mila persone e' palesemente incompatibile con i principi affermati dallart. 27 della Costituzione e dall'art. 3 della Convenzione per i diritti umani, principi che non possono ammettere deroghe nemmeno in nome delle difficolta' economiche". E' quanto aferma il Presidente della Cassazione Ernesto Lupo nella con cui ha aperto l'Anno giudiziario presso piazza Cavour.
"Siamo di fronte ad un limite che attiene al senso di umanita'" - ha precisato il Presidente Lupo - "e, dunque, a quel minimo che va rispettato perche' il nostro Paese conservi il suo posto tra le nazioni civili." Quanto alle possibili soluzioni, il Presidente Lupo ha affermato: "Non sara' l'aumento, pur necessario, dei posti carcere che condurra' il sistema al punto di equilibrio. Cio' che e' indifferibile e', da un lato, la riduzione del ricorso alla pena carceraria e alla custodia cautelare in carcere e, dall'altro, l'aumento di misure alternative al carcere.
L'emergenza carcerari" ha sottolineato Lupo - "chiama in causa innanzitutto il legislatore, che pare troppo condizionato dalla perdurante concezione panpenalistica che assegna alla risposta penale la sanzione di ogni comportamento deviante, quando invece e' indispensabile un drastico sfoltimento delle previsionio penali, da attuare con una incisiva depenalizzazione o, piu' radicalmente, con interventi di decriminalizzazione".
Firenze, 23 gennaio. ''Il carcere e', si, un luogo di espiazione ma che non deve perdere di vista i diritti dell'uomo. L'uomo in carcere e' un uomo sofferente, che deve essere rispettato. Oggi invece il carcere e' una tortura piu' di quanto non sia la detenzione che deve portare invece alla rieducazione''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, oggi, al termine della sua visita al carcere di Sollicciano, dove il 7 gennaio scorso si e' ucciso un detenuto.
P.S.
Ennesimo ottimo intervento del Ministro. Altre ottime e condivisibili parole. Ma purtroppo solo parole, parole, parole.
Ed infatti, vista la pochezza degli interventi legislativi predisposti da questo governo per fornteggiare l’illegittima realtà delle carceri, è lecito chiedersi: il Ministro, oltre a dire cose giustissime, cosa fa concretamente per migliorare la situazione carceraria?
E' il Ministro della Giustizia infatti che può operare un cambiamento concreto… è il Ministro della Giustizia che può contribuire a creare le condizioni politiche perché il parlamento approvi riforme che riguardino sia l’emergenza che il sistema giustizia.
E allora che senso ha limitarsi solo alle belle parole?
Attenzione perchè la questione non è da poco.
Se il carcere oggi è tortura, come ha detto lo stesso Ministro Severino, non intervenire equivale a concorre con questa tortura….non intervenire equivale a ridurre questa tortura ad un bel comunicato stampa.
E allora, vista la gravità del momento, due sono le scelte politiche serie che il Ministro della Giustizia può operare.
O si cerca di interrompere questa tortura, lavorando per convincere questo parlamento ad approvare un’amnistia e un indulto, oppure il Ministro della Giustizia si deve dimettere dal suo incarico.
L’alternativa? Restare a fare il Ministro della Giustizia e della tortura.
LA GESTIONE DELLE CARCERI
AI PRIVATI?
IL TESTO DEL DECRETO
SUL PROJECT FINANCING
Nel decreto legge sulle c.d. "liberalizzazioni", approvato dal Governo il 20 gennaio, vi è una norma (l'art. 44) che riguarda l'edilizia penitenziaria e che consente di ricorrere allo strumento del Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie. Una norma importante in quanto introduce la possibilità che sia un privato a gestire i servizi essenziali in un carcere. Una norma che non va criticata con dei pregiudizi, ma che deve essere valutata nella sua concreta attuazione.
Ecco il testo:
Art. 44 - Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie .
1. Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento delle carceri, si ricorre in via prioritaria, previa analisi di convenienza economica e verifica di assenza di effetti negativi sulla finanza pubblica con riferimento alla copertura finanziaria del corrispettivo di cui al comma 2. alle procedure in materia di finanza di progetto, previste dall'articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n 163 e succesive modificazioni. Con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze, sono disciplinati condizioni, modalità e limiti di attuazione di quanto previsto dal periodo precedente, in coerenza con le specificità anche ordinamentali, del settore carcerario.
2. Al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento, al concessionario è riconosciuta a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, a esclusione della custodia, determinata in misura non modificabile al momento dell'affidamento della concessione, e da corrispondersi successivamente alla messa in esercizio dell'infrastruttura realizzata ai sensi del comma 1. E' a esclusivo rischio del concessionario l'alea economico-finanziaria della costruzione e della gestione dell'opera. La concessione ha durata non superiore a venti anni.
3. Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il venti per cento del costo di investimento.
Firenze, 19 gennaio. B.G., persona detenuta italiana di soli 29, si è impiccato nel carcere Sollicciano di Firenze. L'uomo per suicidarsi ha utilizzato le tendine delle finestre.
Lo riferisce Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che commenta: "oltre alla tragedia personale e familiare, questo ennesimo suicidio e' una sconfitta per lo Stato. Quella delle morti in carcere, per suicidio o per cause naturali, si sta configurando come una vera e propria ecatombe".
Salgono così a 7 le persone morte in carcere dall'inzio del 2012. 7 persone morte per una pena.
NAVE AFFONDATA
GIP DISPONE
GLI ARRESTI DOMICILIARI
PER IL COMANANTE SCHETTINO
Grosseto, 17 gennaio. Il gip di Grosseto Valeria Montesarchio ha disposto gli arresti domiciliari per Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia naufragata davanti all'Isola del Giglio. (AGI)
P.S.
Decisione condivisibile visto che, oltre alla estrema gravità del caso, non vi erano esigenze cautelari che non potevano essere assicurate con gli arresti domiciliari.
Ora si faccia subito il processo al comandante Schettino e lo si mandi in carcere se condannato.