Padova, 7 marzo. Giuseppe Sorrentino, 35 anni, si è ucciso il 7 marzo alle 10.30 nella Sezione “Protetti” della Casa di Reclusione di Padova. L’uomo, che era in cella da solo, si è impiccato alle sbarre della finestra del bagno mentre gli altri detenuti erano fuori dalla Sezione per “l’ora d’aria”.
Sono stati proprio i compagni, dal cortile, ad accorgersi di ciò che stava accadendo e a dare l’allarme, ma quando gli agenti sono entrati in cella per soccorrerlo Sorrentino era già morto.
Sorrentino, di origini campane, era in carcere già da diversi anni e la detenzione lo aveva duramente provato: infatti manifestava da tempo segni di profondo disagio ed era reduce da un lungo sciopero della fame che lo aveva debilitato. Ricoverato più volte in Ospedale e in Centro Clinico Penitenziario, ogni volta al ritorno in carcere riprendeva la sua protesta, lamentando in particolar modo una scarsa attenzione alle sue problematiche da parte degli operatori penitenziari.
Il suicidio di Sorrentino è il secondo in meno di due settimane nella Casa di Reclusione di Padova, dove il 23 febbraio scorso, nella stessa Sezione, si tolse la vita Walid Alloui, che aveva soli 28 anni.
Salgono così a 13 le persone detenute che dall'inizio del 2010 hanno rinunciato a vivere nelle disumane e degradanti carceri d'Italia.
I precedenti del mese di febbraio:
Roma, 25 febbraio. Roberto Giuliani, 47 anni, si è tolto la vita nel carcere Rebibbia di Roma. Giuliani era paziente psichiatrico a rischio e per questo era sottoposto a stretta sorveglianza. Era detenuto nel reparto G11 del carcere Rebibbia di Roma, una sezione dove sono ristretti circa 450 detenuti affetti dalle patologie più diverse.
Vibo Valentia, 24 febbraio. Un detenuto, di 42 anni, si è impiccato nellla sua cella del carcere di Vibo Valentia. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2012 e, prima di togliersi la vita, avrebbe scritto una lettera di addio rivolta alla famiglia.
Padova, 24 febbraio. Un detenuto 27enne si è suicidato ieri sera nella propria cella del carcere 2 Palazzi di Padova. Erano le 23.45, quando il giovane detenuto si è impiccato. I due compagni di cella, appena si sono accorti dell'accaduto, hanno prestato i primi soccorsi ed hanno dato l'allarme. Purtroppo il ragazzo è deceduto.
Fermo, 23 febbraio. Vincenzo Balsamo, 44 anni, detenuto nella nella casa cicondariale di Fermo si è tolto nella sua cella. Nel pomeriggio Vincenzo Balsamo è stato trovato impiccato nel bagno. A dare l'allarme sono stati gli altri detenuti.
Brescia, 23 febbraio. Una persona detenuta di 27 anni si è suicidato ieri nella propria cella della Casa Circondariale di Brescia Canton Monbello. Il ragazzo, di origine tunisina, si è tolto la vita intorno alla 15.30 dopo essere rientrato dall’ora d’aria e si è impiccato usando le lenzuola date in dotazione. L'agente di turno, appena si è accorto del fatto, ha dato l'allarme ma purtroppo il detenuto è morto sull’ambulanza, durante il trasporto in ospedale.
Roma, 4 marzo - Quattro procure non hanno piu' nemmeno un sostituto; e in 26, cioe' in piu' della meta' di quelle destinate a essere dichiarate ''disagiate'', la scopertura ha raggiunto o superato il 50%, il che vuol dire che in quegli uffici, giudiziari, localizzati soprattutto al Sud, nella migliore delle ipotesi, manca un pm su due.Sono allarmanti i dati contenuti nella delibera con la quale il plenum del Csm ha trasmesso al ministro della Giustizia Angelino Alfano un primo elenco delle sedi disagiate, quelle cioe' nelle quali la scopertura e' di almeno il 20 % e che non si possono coprire, per assenza di domande, con trasferimenti volontari.
Un elenco destinato probabilmente a crescere, anche tenuto conto della situazione generale di''gravita' delle carenze di organico'' degli uffici giudiziari di primo grado in tutta Italia: i posti scoperti sono 1128: 264 nelle procure e 452 nei tribunali.
Le quattro procure senza piu' nemmeno un magistrato in servizio, ma che si reggono solo sulle spalle del procuratore capo, sono tutte in Sicilia (Enna, Nicosia, Mistretta e Sciacca); regione che in tutto conta 12 procure con l'acqua alla gola, tra cui anche quelle di Palermo (dove su 16 posti messi a concorso ne sono stati coperti solo 13 e oggi la carenza dei pm e' del 20%), di Trapani (scopertura del 55%), di Agrigento (38%). Sempre in Sicilia, tra le situazioni piu' preoccupanti vi sono quelle di Gela e Barcellona Pozzo di Gotto: in entrambe manca l'80 per cento dei pm; e le prospettive sembrano ancora piu' nere, visto che con l'ultimo concorso bandito dal Csm sono rimasti scoperti 70 posti da pm. Nella stessa regione soffrono pure i tribunali, per la prima volta inseriti nelle sedi disagiate, a cominciare da quelli di Caltanissetta ed Enna.Ma e' allarme rosso anche in Calabria: con Crotone che registra una scopertura dell'83%, , Paola del 67 e Palmi del 60%. Anche in questo caso il quadro e' destinato a peggiorare, visto che con l'ultimo bando di Palazzo dei marescialli su 39 posti nella regione ne sono stati coperti solo 5.
I dati del Csm confermano che ormai il problema delle procure non e' solo meridionale: tra le sedi che hanno i requisiti per essere dichiarate disagiate ce ne sono 9 del Nord: Brescia, Bergamo, Aosta, Biella, Ivrea, Mondovi' , Gorizia, Belluno e Rovigo. (fonte: Ansa)
Nella foto qui sopra potete ammirare il modellino del "carcere galleggiante" progettato da Fincantieri. Si tratta di una chiatta lunga 126 metri, larga 33 e alta 34,8. Una chiatta che, secondo i progettisti, potrebbe ospitare 640 detenuti.
Fincantieri non accenna ai costi dell’ingegnosa opera, ma nell'ambiente si parla di una cifra che si aggirerebbe intorno ai 90 milioni di euro. Al di là delle perplessità sul modellino, non si negano in quel di Genova i vantaggi economici che tale progetto porterebbe portare a Fincantieri, gruppo industriale che di certo non vive un momento facile a causa della recessione globale che frena gli ordini di nuove navi. ''Non c'e' dubbio che - commenta Mario Ghini, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore siderurgico - costruire, come si pensa, cinque o sei di queste piattaforme saturerebbe gli impianti per due anni. Ci auguriamo che si prenda una decisione nel breve periodo e le navi carcere si facciano.
Ora una cosa sembra ormai certa. Dei detenuti, dell’efficienza del sistema penitenziario e delle sue finalità non frega assolutamente niente a nessuno. La concentrazione è su ben altro: l’affare carceri, l’affare detenuti.