Lunedì, 6 febbraio 2012

VIOLENZA SESSUALE

E MISURE CAUTELARI.

LA NOTA DELLA CASSAZZIONE

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Roma, 3 febbraio. Pubblichiamo la nota diramata dalla Corte di Cassazione, in merito alla recente sentenza sull'applicazione della misura cautelare in carcere per alcune persone indagate di violenza sessuale. Una nota che spiega bene, soprattutto ai giornalisti/giornalai quali sono le motivazioni della decisione assunta dalla Corte. Motivazioni tra l'altro condivisibili, soprattutto laddove sottolineano le criticità di quelle norme che prevedono automaticamente l'applicazione della misura cautelare in carcere per determinati reati. Automatismi che tolgono al giudice la possibilità di una valutazione basata sul fatto concreto, così come sarebbe giusto. Automatismi che costringono in carcere prima del giudizio degli indagati, ovvero persone presunte non colpevoli. Automatismi che, come tali, sono nemici del diritto e della Giustizia.

LA NOTA DELLA CASSAZIONE

La sentenza della Corte di Cassazione (n. 4377/12 della Terza Sezione penale) non ha determinato alcuna conseguenza immediata sullo stato detentivo degli imputati. Essi restano in carcere fintanto che non si sarà concluso il giudizio di rinvio davanti al Tribunale del riesame di Roma, che potrebbe anche confermare la precedente valutazione di necessità della misura carceraria.

Rispetto alla decisione assunta si precisa che l'ordinanza del Tribunale di Roma, che ha ritenuto di confermare la custodia in carcere, è stata in primo luogo annullata per carente motivazione sugli indizi di colpevolezza, posto che, secondo la Corte di Cassazione, non era stato affatto chiarito, sulla base dei dati rappresentati dall'accusa, se una violenza sessuale fosse stata ffettivamente realizzata dagli indagati.

Inoltre la sentenza della Corte di Cassazione prospetta motivatamente una interpretazione doverosa della sentenza della orte Costituzionale, n. 265 del 2010, che, pur riferendosi alle fattispecie-base di violenza sessuale, e non specificamente alla fattispecie di violenza di gruppo, ha espresso il principio, fondato anche sulla giurisprudenza della Corte europea deidiritti dell'uomo, che in materia di misure cautelari, fatta eccezione per i reati di natura mafiosa, non possono valere resunzioni assolute di adeguatezza della sola misura carceraria che prescindano dalla fattispecie concreta.

Relativamente a questo secondo aspetto, l'alternativa era verosimilmente quella di investire della questione la Corte Costituzionale: ma la sospensione del procedimento fino alla decisione della Consulta avrebbe potuto determinare la carcerazione degli imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare, caso che non si è verificato proprio a eguito della decisione della corte di Cassazione.

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TERAMO: S'IMPICCA UN DETNEUTO

E UN ALTRO TENTA IL SUICIDIO

Teramo, 3 febbraio. Un detenuto nel carcere di Teramo si e' tolto la vita impiccandosi con il lenzuolo legato alle inferriate del bagno della cella. Cella che divideva con un altro detenuto che, pero', pare non si sia accorto di nulla. Il fatto e' avvenuto ieri pomeriggio. Il suicida e' un siciliano di 36 anni. Un altro detenuto e' stato invece salvato in tempo dal suicidio. (fonte: AGI)

P.S.

Salgono così a 14, ma il numero potrebbe essere più alto, le persone detenute morte nelle carceri dall'inizio del 2012, di cui 7 per suicidio. Ovvero in poco più di un mese.


GENOVA: DETENUTO MUORE

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INALANDO IL GAS. AVEVA 24 ANNI 

Genova, 3 febbraio. Nella tarda serata di ieri una persona detenuta di origine extracomunitaria è morto nel carcere Marassi di Genova dopo aver inalato il gas della bomboletta che i detenuti usano in cella per cuicnare.Lo rende noto il segretario generale della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno.

Non è certo che si tratti di un suicidio, visto che è assai nota la triste prassi dei detenuti di sniffare il gas allo scopo non di uccidersi, ma di "sballare". Una prassi pericolosa che spesso provova incidentalmente la morte.


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 CAMBIO AL DAP/2

LUIGI PAGANO

NUOVO VICE CAPO DEL DAP

Roma, 2 febbraio. Luigi Pagano, attualmenta Provveditore della carceri della Lombardia, diventerà il nuovo vice capo del Dap. Il dottor Pagano, uomo di grandissima esperienza, affinacherà la dottoressa Matone.


CAMBIO AL DAP/1

TAMBURINO AL POSTO DI IONTA

Roma, 1 febbraio. Cambio al vertice del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Secondo l'Agi, il giudice Giovanni Tamburino, attualmente presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, dovrebbe essere nominato al vertice del Dap al posto dell'attuale capo del dipartimento Franco Ionta. La nomina dovrebbe essere ufficializzata nel prossimo Consiglio dei Ministri. (fonte AGI)


SIAMO RECIDIVI!

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L'ITALIA CONDANNATA 2.121 VOLTE

DALLA CORTE EUROPEA

DEI DIRITTI DELL'UOMO.

Negli ultimi cinquantuno anni, ovvero dal 1959 al 2010, l'italia è stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo ben 2.121 volte. Si tratta di condanne che riguardano tutte il nostro sistema giudiziario. Questa la distinzione per tematiche:

1.139 condanne, sono dovute all'eccessiva lunghezza dei processi.

238 condanne, per mancanza di un equo processo.

297 condanne per violazione del diritto di proprietà.

76 condanne per violazione del diritto ad un ricorso effettivo.

14 condanne per trattamento disumano e degradante.

1 condanna per tortura.

Val la pena precisare che in questa tiste classifica l'Italia è prima tra i paesi della Ue, mentre è seconda tra i paesei che adesiscono al Consiglio d'Europa. La Russia è terza, il che è emblematico.

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IL TESTO DELL'ORDINANZA

L'ordinanza

del magistrato di sorveglianza

di Lecce

http://www.radiocarcere.com/images//cercere%20di%20lecce.jpg

che ha condannato

il Ministero della Giustizia

al riscarcimento per un detenuto

CARCERE DI SULMONA

 Il testo della relazione 

sulle condizioni degli internati

scritta dal

Presidente del Tribunale di Sorveglianza

de L'Aquilia

Laura Longo

http://www.radiocarcere.com/images/carcere_sulmona_2.jpg

Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"


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