Roma, 15 luglio - La prima commissione del Csm ha deciso di avviare la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilita' ambientale per il presidente della Corte d'Appello di Milano, Alfonso Marra, il cui nome appare in alcune intercettazioni dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico.La decisione e' passata con quattro voti a favore. Ha votato contro il laico del centrodestra Gianfranco Anedda. Di Alfonso Marra parlano alcune delle persone finite in carcere per l'inchiesta della Procura di Roma, facendo riferimento a pressioni su alcuni consiglieri del Csm per favorire la sua nomina alla guida della Corte d'Appello di Milano. (fonte: ANSA).
P.S.
Il 3 febbraio 2010, il CSM aveva nominato Alfonso Marra (corrente Unicost) Presidente della Corte d'Appello di Milano. A lui era stato preferito, senza non poche polemiche, il Consigliere Renato Rordorf (Md). Per Marra votarono anche Nicola Mancino, vivce presidente del Csm, Vincenzo Carbome (Unicost), ex Presidente della Corte di Cassazione e Vitaliano Esposito (Unicost), procuratore capo della Corte di Cassazione.
Già allora Md, la corrente della magistratura che si era opposta alla nomina di Marra, aveva urlato alllo scandalo per via di ipotetiche pressioni esterne tese a agevolare la nomina di Marra. Oggi, grazie all'indagine su Carboni & Co, tanti magistrati si indignano per la nomina di Marra. Un'indignazione sbagliata perchè sbagliato è il suo oggetto. In verità i magistrati oggi si ddovrebbero indignare, non per una singola nomina, ma per il sistema che hanno contriobuito a creare.
Un sistema-Csm dove spesso, quando si deve nominare un magistrato ad un alto incarico, prevale la logica della corrente di apparteneza rispetto al criterio meritocratico. Non si nomina il migliore, ma chi fa parte della propria corrente, con devastanti conseguienze sul fuonzionamento, già precario, della nostra Giustizia. O forse si crede ancora che Md, o le altre correnti, quando devono far nominare un proprio appartenente non facciano lo stesso che si è fatto per la nomina di Marra?
Non serve quindi l'indignazione per la nomina di Marra, ma l'indignazione per un sistema-Csm, ormai saturo e patologico. Un sistema- Csm che tutti hannno contribuito a creare. Il caso Marra, che non è l'uinico, è il prodotto di questa logica patologica che guida il Csm nelle sue nomine.
Sassari, 18 luglio. Italo Saba, 53 anni, si impicca con i lacci delle scarpe nella sua cella del carcere di Sassari. Cella che divideva con un altro detenuto, assente al momento dell’impiccagione. Saba, è stato soccorso dagli agenti, che lo hanno staccato da quel cappio improvvisato, ed è stato portato in fin di vita all’ospedale, dove dopo circa un’ora è morto. Italo Saba era da poco detenuto.
Caltanissetta, 19 luglio. Rocco Manfrè, 61 anni, s’impicca nella sua cella durante la notte. Per uccidersi Manfrè ha utilizzato il laccio di una busta termica. Nella cella dove era detenuto Manfrè c’erano altri 4 detenuti che dormendo non si sono accorti di nulla. Manfrè era detenuto da pochi giorni perché indagato in ordine ad un omicidio avvenuto 18 anni fa.
Salgono così a 32 le persone detenute che si sono impiccate dall’inizio dell’anno. Un dato che non preoccupa l'on Alberti Casellati che recentemente ha affermato: 1. che n Italia ci sono meno suicidi che nelle altre carceri europee (affermazione smentita a Radiocarcere su Radio Radicale da Mauro Palma , Presidente del Comitato di prevenzione della tortura del Consiglio d'Euroma). 2. che i suicidi non sono legati al sovraffollamento (affermazione che si smentisce da sola).
I suicidi più recenti:
Torino, 14 luglio - E' morto, oggi intorno alle 11.30, all'ospedale "Maria Vittoria" di Torino Antimo Spada, 35 anni. L'uomo era detenuto nel carcere torinese "Lorusso e Cotugno", dove, domenica scorsa, aveva cercato di impicccarsi con un lenzuolo. Venne salvato in extremis e portato all'ospedale in condizioni gravissime all'ospedale "Maria Vittoria", dove oggi e' deceduto per insufficienza multiorganica.
Padova, 1 luglio. Santino Mantice, di soli 25 anni, si è suicidato ieri nel carcere di Padova. Santono Mantice, che si è impicccato nella sua cella usando un lenzuolo, avrebbe terminato la pena tra 3 mesi. Santino era detenuto nel reparto dell'infermeria e per un certo periodo è stato sorvegliato a vista proprio per il rischio di suicidio. Poi la sorveglianza a vista gli è stata tolta e lui si è impiccato. Ora, pare che tutti i suoi compagni di cella siamo sorvegliati a vista e pare che sianno stati tolti dalla cella oggetti del tipo: lamette da barba o scatolette di tonno. Nell'infermeria, dove era detenuto Santino, i detenuti sono imbottiti di psicofarcami e si è costretti a vivere in 3 persone dentro celle di appena 9 mq. Santino come tanti altri spesso si autilesionava ed era disperato. Lascia una moglie e una bambina di 2 anni.
Catania, 29 giugno. Durante la notte, verso le 4 del mattino, Marcello Mento, detenuto di 37 anni, si e' tolto la vita nel Carccere di Giarre (Catania). L'uomo e' stato trovato impiccato con un cappio al collo alle sbarre della finestra del bagno della cella. Marcello Mento avvrebbe finito di scontare la pena nel 2012. Il carcere di Giarrre, che è a custodia attenuata, potrebbe ospitare 40 detenuti, ma oggi ce ne sono circa 100. La conseguenza è che in celle fatte per ospistare una sola persona ce ne sono 3 o 4. Ma nel carcere di Giarre, a fronte di un elevato sovraffollamnto, c’è anche carenza di personale della polizia penitenziaria. Infatti la notte in cui si è ucciso Marcelllo Mento erano di guardia solo 4 agenti della polizia penitenziaria. Assai pochi per sorvegliare 100 detenuti e per evitare suicidi come quello posto in essere da Marcello Mento.
Agrigento, 27 giugno. Un marocchino di 22 anni, Y. A., si e' tolto la vita la notte scorsa all'interno di una camera di sicurezza della questura di Agrigento. L'uomo era stato arrestato dai poliziotti del commissariato di Montechiaro che erano intervenuti per sedare una rissa. Secondo la ricostruzione dei poliziotti il marocchino era andato in escandescenza e probabilmente aveva anche fatto uso di sostanze stupefacenti. Subito dopo l'arresto era stato rinchiuso in una camera di sicurezza della questura in vista dell'udienza di convalida del suo fermo in programma per il giono dopo. Ma l'uomo durante la notte si e' impiccato utilizzando probabilmente una cintura.
Lecce, 12 giugno. Francesco Colucello, di 55 anni, intorno alle ore 15.00 circa si suicida nel reparto di infermeria presso la Casa Circondariale di Lecce, Doveva scontare ancora 3 anni. E' il secondo suicidio avvenuto nel giro di qualche giorno nel carcere Leccese che la dice lunga sull'attuale situazione che viene vissuta all'interno del penitenziario.
Milano, 12 giugno. Francinso Caneo, 47 anni e ergastolano, si impicca all'interno della casa reclusione di OperaMilano
Salerno, 6 giugno. Alessandro Lamagna, di 34 anni, s’impicca nel bagno della sua cella del carcere “Fuorni” di Salerno. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2012, ma evidentemente non ha retto alla detenzione. Lamagna, intorno alle 13.30, si è andato nel bagno della sua cellla e si è portato con sé un pezzo di lenzuolo. Ne ha fatto un cappio e si è impiccato. Gli altri tre detenuti che dividevano con lui la cella, non vedendolo uscire dal bagno, hanno dato l’allarme, ma quando sono arrivato gli agenti della polizia penitenziaria, Lamagna era già morto.
27 maggio 2010. Un detenuto extracomunitario di 30 anni si è suicidato l’altra notte impiccandosi nella cella del carcere di Lecce dov'era recluso. Lo riferisce il vice segretario nazionale dell’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp), Domenico Mastrulli. Il giovane era stato arrestato per reati di droga e si è tolto la vita annodando le lenzuola del suo letto, legandole alle sbarre della stanza e infine lasciandosi sospendere dopo aver infilato il cappio artigianale al collo. A dare l’allarme sono stati i suoi compagni di cella, ma quando gli agenti di polizia penitenziaria sono intervenuti per il giovane non c'era più nulla da fare. Secondo quanto riferito da Mastrulli, il detenuto nei giorni scorsi avrebbe manifestato insofferenza per il sovraffollamento in cella. "In media - ha detto Mastrulli, che nei giorni scorsi ha visitato il carcere di Lecce - in una cella sono ospitati 4-6 detenuti, in contrasto con le normative europee".
Reggio Emilia, 20 maggio - Ennesimo suicidio nelle sovraffollate carceri italiane: Aldo Caselli, 44 anni, detenuto nel carcere di Reggio Emilia, si e' tolto la vita stanotte. L'uomo, secondo quanto si e' appreso, avrebbe annodato le lenzuola alle sbarre della cella per impiccarsi. Le ultime notizie che arrivano dal carcere di Reggio Emilia informano che Aldo Caselli era stato da poco riportato in carcere dalla detenzione domiciliare perchè accusato di un nuovo reato. Ma ciò che colpisce maggiormente è altro. Ovvero che Aldo Caselli era tossicodipendente con conseguenti gravi problemi di equilibrio mentale. Chi lavora a Reggio Enmilia riferisce che Aldo: "Era un ragazzo che non stava bene". E non solo. Aldo Caselli è l'ennesima vittima del sovraffollamento e del collasso carcerario. Infatti la notte in cui si è ucciso era di guardia un solo agente di polizia penitenziaria. Un solo agente che avrebbe dovuto sorvegliare ben 2 piani del carcere di Reggio Emilia, ovvero circa 100 detenuti. Quell'agente, appena ha potuto, ha cercarto di soccorrere Aldo, ma, essendo l'unico in servizio, è arrivato ( non per colpa sua) troppo tardi.
Siracusa, 15 maggio. Domenico Franzese, di 45 anni, si impicca nel carcere di Siracusa. Franzese, originario Napoli e da pochi giorni trasferito dal carcere di Poggioreale, si è tolto la vita nella sua cella del c.d. reparto di accettazione, dove era stato messo da alcuni giorni. Avrebbe finito di scontare la sua pena nell’ottobre del 2011. Ne da notizia Eugenio Sarno, segretario generale della Uil penitenziaria. Va sottolineato che sono moltissime le persone detenute di origine napoletana che sono costretti a scontare la propria pena in carceri lontane dalla città dove risiede la relativa famiglia. Circostanza questa che rende ancora più difficile il dover sopportare i disagi di una esecuzione della pena divenuta oggi ancora più illegale.
Milano, 8 maggio. Una persona detenuta, di 33 anni e di origine bulgara, si impicca nel carcere San Vittore di Milano. Verso le ore 14, ha utilizzato un lenzuolo a mò di cappio e si è ucciso.
Como, 6 maggio. Eraldo De Magro , 57 anni originario di Cosenza, si impicca all’interno della propria cella del carcere Bassone di Como. Pare che De Magro avesse già in precedenza mostrato intenzioni suicidarie e dal carcere di Como riferiscono che De Magro si fosse completamente isolato. Era detenuto nella terza sezione del carcere di Como, all'interno di una cella occupata da altri due detenuti. De Magro ha atteso che i compagni di cella andassero allì'ora d'aria, e si è impiccato con un laccio appeso alll'armadietto della cella. Ieri aveva incontrato il proprio avvovato e oggi, prima di farla finita, avrebbe scritto sul calendario della cella la parola «fine» alla data di oggi, 6 maggio. Per quanto riguarda il sovraffollamento, la situazione nel carcere di Cono è a dir poco drammatica. Il carcere infatti potrebbe ospetare 200 detenuti, ma oggi ce ne sono stipati circa 540.
Teramo, 27 aprile - Gianluca Protino, 34 enne di San Severo (Foggia), si e' tolto la vita intorno alle 7,30 nelarcere di Castrogno a Teramo. L'uomo era rinchiuso in attesa di giudizio per reati legati al traffico di stupefacenti nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Bari. Per uccidersi ha utilizzato i lacci delle scarpe legati alla sbarra della finestra della sua cella, con i quali ha creato un cappio. Poi si e' lasciato andare procurandosi la morte.
Firenze, 23 aprile. Giuseppe Palumbo, 34 anni, si è suicidato nella sua cella del carcere Sollicciano di Firenze. Palumbo era in carcere da pochi giorni. La mattina del 23 aprile, giorno in cui si è ucciso, ha incontrato il Giudice per l'interrogatorio di garanzia. Nel pomeriggio Palumbo si e' tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo nel penitenziario fiorentino. Nel carcere di Sollicciano ci potrebbero essere solo 500 detenuti, ma oggi ce ne sono stipati più di 960.
Roma, 13 aprile. Daniele Bellante, siciliano di 31 anni, si impicca nellla sua cella del carcere romano di Rebibbia.
Benevento, 7 aprile. Una persona detenuta di 39 anni, napoletano, si è ucciso nella terda serata del 7 aprile nel carcere di Benevento. Si è impiccato con una calzamaglia nella propria cella del Reparto Transito. Nel carcere di Benevento sono presenti quasi 400 detenuti a fronte di circa 240 posti letto regolamentari.
Sulmona, 3 aprile 2010. Romano Iaria, 54 anni di Roma, si toglie la vita nel carcere di Sulmona. Vedovo, senza figli, Iaria era uscito in permesso alle 14 del 2 aprile. Da quanto si è appreso il permesso aveva una durata di 4 giorni, ma Iaria dopo appena un'ora ha deciso di rientrare in carcere. Infatti era senza soldi e non sapeva dove andare a trascorrere quelle 4 giornate di libertà. Il 3 aprile, alle 4 di mattina, gli agenti penitenziari lo hanno trovato impiccato con un lenzuolo alla grata della sua cella del reparto infermieria. Iaria era tossicodipendente , era sieropositivo e soffriva di altri gravi problemi di salute. Fonti del carcere di Sulmona riferiscono che Iaria sia morto quasi subito, e non dopo 15 minuti come avviene di solito in questi casi, per via della rottura dell'osso del collo.
Napoli, 11 marzo. Un detenuto malato di mente si e' impiccato ieri sera nel carcere di Poggioreale. Si chiamava Angelo Russo, 31 anni, ed era affetto da una grave forma di schizofrenia. L'uomo era stato arrestato il 24 febbraio.
Padova, 7 marzo. Giuseppe Sorrentino, 35 anni, si è ucciso il 7 marzo alle 10.30 nella Sezione “Protetti” della Casa di Reclusione di Padova. L’uomo, che era in cella da solo, si è impiccato alle sbarre della finestra del bagno mentre gli altri detenuti erano fuori dalla Sezione per “l’ora d’aria”. Sono stati proprio i compagni, dal cortile, ad accorgersi di ciò che stava accadendo e a dare l’allarme, ma quando gli agenti sono entrati in cella per soccorrerlo Sorrentino era già morto.
Roma, 25 febbraio. Roberto Giuliani, 47 anni, si è tolto la vita nel carcere Rebibbia di Roma. Giuliani era paziente psichiatrico a rischio e per questo era sottoposto a stretta sorveglianza. Era detenuto nel reparto G11 del carcere Rebibbia di Roma, una sezione dove sono ristretti circa 450 detenuti affetti dalle patologie più diverse.
Vibo Valentia, 24 febbraio. Un detenuto, di 42 anni, si è impiccato nellla sua cella del carcere di Vibo Valentia. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2012 e, prima di togliersi la vita, avrebbe scritto una lettera di addio rivolta alla famiglia.
Padova, 24 febbraio. Un detenuto 27enne si è suicidato ieri sera nella propria cella del carcere 2 Palazzi di Padova. Erano le 23.45, quando il giovane detenuto si è impiccato. I due compagni di cella, appena si sono accorti dell'accaduto, hanno prestato i primi soccorsi ed hanno dato l'allarme. Purtroppo il ragazzo è deceduto.
Fermo, 23 febbraio. Vincenzo Balsamo, 44 anni, detenuto nella nella casa cicondariale di Fermo si è tolto nella sua cella. Nel pomeriggio Vincenzo Balsamo è stato trovato impiccato nel bagno. A dare l'allarme sono stati gli altri detenuti.
Brescia, 23 febbraio. Una persona detenuta di 27 anni si è suicidato ieri nella propria cella della Casa Circondariale di Brescia Canton Monbello. Il ragazzo, di origine tunisina, si è tolto la vita intorno alla 15.30 dopo essere rientrato dall’ora d’aria e si è impiccato usando le lenzuola date in dotazione. L'agente di turno, appena si è accorto del fatto, ha dato l'allarme ma purtroppo il detenuto è morto sull’ambulanza, durante il trasporto in ospedale.
Roma, 13 luglio. Il Dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria ha emesso una circolare con cui si è impartita la disposizione ai provveditori regionali di istituire in ciascun carcere una o piu' sezioni 'dimettendi', da destinare ai detenuti ''prossimi alla liberazione o comunque con un residuo pena non superiore a un anno'', fatta esclusione di quelli piu' pericolosi, con patologie psichiatriche o che hanno bisogno di cure mediche. In queste sezioni 'ad hoc', visto anche il caldo estivo, dovra' essere garantita il piu' possibile la permanenza al difuori delle celle durante la giornata. (fonte: Risttretti Orizzonti).
P.S.
Una circolare che sfugge alla logica, a meno che non serva a "salvare la faccia". Ovvero a meno che non sia un mero atto formale. Due le domande. I direttori delle carceri, come potranno creare queste nuove sezioni se nelle carceri non c'è più posto? E poi. Gli agli altri detenuti a cui manca magari solo 2 anni di pena, non interessano al Dap? Per loro sarebbe invece giusto stare in celle sovraffollate e accaldate per 22 ore al giorno? Difficile capire.
CARCERI.
68.258 detenuti.
E' il numero delle persone dettenute nelle vecchie, sovraffollate e assolate carceri italiane. Carceri che, a male pena, potrebbero contenere 42 mila persone.
Un dato del sovraffollamento che tradotto significa stare in 6, in 8 o in 12 dentro celle sporche e degradate. Celle che con questo caldo diventano dei veri e propri forni, dove la gente rischia di impazzire. C'è chi dorme per terra, chi è presunto non colpevole e attente da mesi una sentenza, c'è chi è malato e non viene curato, c'è chi è straniero e non viene espulso e, infine, in quelle celle c'è chi non ce la fa più e si uccide.
Il tutto avviene nell'indifferenza più assoluta della politica di Governo e di gran parte di quella parlamentare, Radicali esclusi.
Vista questa pessima plotica, il peggio è prevedibile e, purtroppo, è dietro l'angolo. Ma quando il peggio accadrà non si deve dimeticare chi poteva ( E DOVEVA) già da tempo intervenire: il Governo Berlusconi. Non si deve dimenticare chi nell'opposizione non ha fatto abbasatnza, ed anzi, ha fatto di tutto per rendere inefficaci le poche norme che sarebbero servite quanto meno per arginare il disatro: Pd e Idv.
Spesso gli accadimenti hanno una causa e, nel caso di specie, anche dei nomi e dei cognomi.