Giovedì, 9 settembre 2010

 Carceri

Bologna: detenuto muore

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dopo una visita medica

Bologna, 30 agosto - Un detenuto italiano di 44 anni, ristretto nel carcere di Bologna, e' deceduto in carcere per cause naturali. Secondo quanto si è appreso il detenuto, che era imputato, ha chiesto di essere visitato dopo essersi sentito male.

L'agente della polizia penitenziaria lo ha accompagnato in infermeria, dove e' stato visitato dal medico che, pare, non abbia riscontrato niente di particolare. Il detenuto, mentre stava facendo rientro in cella, e' caduto a terra ed e' morto. L'intervento del 118 e' stato inutile.

Pazienza no?

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Carcere di Catania:

Una persona detenuta muore

tagliandosi la gola con una lametta


Catania, 23 luglio. Poche ore fa, Andrea Corallo, di 39 anni,  detenuto nel carcere la Bicocca di Catania è morto dopo essersi tagliato la gola con una lametta.  Pare che Corallo, che era detenuto dall'aprile del 2008, avesse iniziato una rumorosa protesta e minacciasse di uccudersi proprio tagliandosi la gola. Inutili sono stati  i tentativi degli agenti di far calmare Corallo, il quale all'improvviso si è reciso la carotide. Andrea Corallo divideva la cella con altri 2 detenuti, che ora sono interrogati dagli inquirenti.

P.S.

Nell'attesa di capire se si sia trattato di un vero e proprio suicidio o di un gesto di autolesionisimo finito male, è evidente che 2 anni passati nella vecchia galera di Catania fanno perdere il senno. E questo basta e avanza.


Il capo del Dap, Franco Ionta,

scrive al personale

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"Faremo un sondaggio

sul nostro operato"


Pubblichiamo, grazie agli amici di Ristretti Orizzonti, la lettera scritta il 22 luglio da Franco Ionta, Capo del Dap, e indirizzata al tutto il personale dell'amministrazione penitenziaria. Buona lettura!


La lettera di Franco Ionta:

Le attuali difficili condizioni in cui vi trovate ad operare, dovute principalmente al sovraffollamento, con la stagione estiva si gravano dì ulteriori problemi. L'amplificazione mediatica, talvolta ingiustificata, degli eventi carcerari determina l'effetto della diffusione, nell'opinione pubblica, di un senso di sfiducia nel sistema penitenziario nel suo complesso. Al fine di "misurare" la percezione, nei cittadini, dell'operato dell'Amministrazione e della Polizia Penitenziaria, ho commissionato un sondaggio a una società di ricerca i cui risultati saranno resi noti a breve. Essi ci consentiranno di intervenire con maggiore incisività nella comunicazione istituzionale.

La prima metà del 2010 è stata caratterizzata da una Jose di transizione che ha approntato la strategia di interventi e che ha avuto il suo definitivo assetto nel "Piano carceri". In numerose occasioni ho avuto modo di esplicitare i punti significativi del piano che poggia su tre pilastri, fortemente voluti da Amministrazione e Governo, per conseguire l'obiettivo della stabilizzazione del sistema penitenziario. Stiamo lavorando con la consapevolezza che il sistema carcere deve essere condotto fuori dall'emergenza, ripristinando condizioni di vita dignitose per le persone detenute e internate e consentendo al personale di operare nel miglior modo possibile per lo svolgimento degli alti compiti assegnatigli.

Di recente ho parlato con i comandanti di reparto, dopo avere incontrato i Provveditori, con cui costante e proficuo è il rapporto, e i direttori, incontri durante i quali, con approccio diretto e sincero, ho avuto la possibilità di ascoltare interventi responsabili che, pur esponendo le criticità strutturali e organizzative delle specifiche realtà, hanno confermato il valore della lealtà istituzionale, la capacità di confrontarsi con l'emergenza individuando soluzioni il senso di appartenenza forte e autentico all'Amministrazione Penitenziaria; valori e capacità che rilevo ogni qualvolta sono in insita negli istituti penitenziari, dove vedo polizia penitenziaria e operatori amministrativi, direttori, educatori, contabili impegnati e consapevoli del ruolo.

Mi rivolgo a voi tutti operatori penitenziari, di ogni ordine e grado, per garantirvi il mio massimo impegno dunque nel portare la nostra Amministrazioni fuori dall'emergenza e per sostenere e valorizzare le vostre professionalità.

                                                                           Franco Ionta

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Carceri

A Monza la protesta perchè

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manca persino l'acqua in cella


Milano, 22 luglio - "In tarda serata di ieri i detenuti ristretti nella Casa Circondariale di Monza hanno dato vita alla, oramai classica, rumorosissima protesta con la battitura delle stoviglie sulle grate e sui blindi delle celle. La protesta trae origine da un inadeguato approvvigionamento delle risorse idriche". Lo comunica il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio SARNO. (fonte Agi)


P.S.

In altre parole nel carcere di Monza non solo le persone detenute sono costrette a stare per 21 ore al giorno  in celle sovraffollate, dove la temperatura supera i 40°, ma devono anche subire la mancanza di acqua in cella. Già l'acqua, ovvero il bene primario che, neanche il più feroce dei carcerieri negherebbe. Ma non c'è da stupirsi, ciò che accade a Monza accade anche in altre carceri, come ad esempio in quello di Lecce.

Una volta in carcere si diceva "Stai a pane e acqua!". Oggi neanche quello.


Il Magistrato ordina:

"Riportare la legalità

nelle carceri di Napoli."

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L'intervista al Presidente del Tribunale

 di Sorveglianza di Napoli

Angelica Di Giovanni

Questo il link della puntata di martedì 20 luglio di Radiocarcere, in onda su Radio Radiocale, dove potete riascoltare l'intervista fatta al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Angelica Di Giovannni, che ha di recente emesso un provvedimento in cui si è orinato ai direttori delle carceri partenopee di ripristinare la legalità nei rispettivi penitenziari.

Puntata di Radiocarcere dove si è parlato anche della risposta surreale data dal sottosegretario alla giustizia Giacomo Calinendo all'interrogazione parlamentare presentata da Rita Bernardini sul degrado del carcere di Pogggioreale.

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Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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