Carcere di Catania:Una persona detenuta muore tagliandosi la gola con una lametta
Catania, 23 luglio. Poche ore fa, Andrea Corallo, di 39 anni, detenuto nel carcere la Bicocca di Catania è morto dopo essersi tagliato la gola con una lametta. Pare che Corallo, che era detenuto dall'aprile del 2008, avesse iniziato una rumorosa protesta e minacciasse di uccudersi proprio tagliandosi la gola. Inutili sono stati i tentativi degli agenti di far calmare Corallo, il quale all'improvviso si è reciso la carotide. Andrea Corallo divideva la cella con altri 2 detenuti, che ora sono interrogati dagli inquirenti.P.S.Nell'attesa di capire se si sia trattato di un vero e proprio suicidio o di un gesto di autolesionisimo finito male, è evidente che 2 anni passati nella vecchia galera di Catania fanno perdere il senno. E questo basta e avanza.
Il capo del Dap, Franco Ionta, scrive al personale  "Faremo un sondaggio sul nostro operato"Pubblichiamo, grazie agli amici di Ristretti Orizzonti, la lettera scritta il 22 luglio da Franco Ionta, Capo del Dap, e indirizzata al tutto il personale dell'amministrazione penitenziaria. Buona lettura! La lettera di Franco Ionta:
Le attuali difficili condizioni in cui vi trovate ad operare, dovute principalmente al sovraffollamento, con la stagione estiva si gravano dì ulteriori problemi. L'amplificazione mediatica, talvolta ingiustificata, degli eventi carcerari determina l'effetto della diffusione, nell'opinione pubblica, di un senso di sfiducia nel sistema penitenziario nel suo complesso. Al fine di "misurare" la percezione, nei cittadini, dell'operato dell'Amministrazione e della Polizia Penitenziaria, ho commissionato un sondaggio a una società di ricerca i cui risultati saranno resi noti a breve. Essi ci consentiranno di intervenire con maggiore incisività nella comunicazione istituzionale.La prima metà del 2010 è stata caratterizzata da una Jose di transizione che ha approntato la strategia di interventi e che ha avuto il suo definitivo assetto nel "Piano carceri". In numerose occasioni ho avuto modo di esplicitare i punti significativi del piano che poggia su tre pilastri, fortemente voluti da Amministrazione e Governo, per conseguire l'obiettivo della stabilizzazione del sistema penitenziario. Stiamo lavorando con la consapevolezza che il sistema carcere deve essere condotto fuori dall'emergenza, ripristinando condizioni di vita dignitose per le persone detenute e internate e consentendo al personale di operare nel miglior modo possibile per lo svolgimento degli alti compiti assegnatigli.Di recente ho parlato con i comandanti di reparto, dopo avere incontrato i Provveditori, con cui costante e proficuo è il rapporto, e i direttori, incontri durante i quali, con approccio diretto e sincero, ho avuto la possibilità di ascoltare interventi responsabili che, pur esponendo le criticità strutturali e organizzative delle specifiche realtà, hanno confermato il valore della lealtà istituzionale, la capacità di confrontarsi con l'emergenza individuando soluzioni il senso di appartenenza forte e autentico all'Amministrazione Penitenziaria; valori e capacità che rilevo ogni qualvolta sono in insita negli istituti penitenziari, dove vedo polizia penitenziaria e operatori amministrativi, direttori, educatori, contabili impegnati e consapevoli del ruolo.Mi rivolgo a voi tutti operatori penitenziari, di ogni ordine e grado, per garantirvi il mio massimo impegno dunque nel portare la nostra Amministrazioni fuori dall'emergenza e per sostenere e valorizzare le vostre professionalità. Franco Ionta Commenti (0 ) |