Giovedì, 9 settembre 2010

Riforme? Intercettazioni: 

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Il ddl che sarà discusso in senato


Il ddl sulle intercettazioni telefoniche e' un provvedimento che ha un iter piu' che  travagliato. Fu messo a punto dal governo il 13 giugno del 2008, esattamente un anno dopo, l'11  giugno del 2009, e' stato approvato, con modifiche, dalla Camera dopo accese discussioni nell' Aula di Montecitorio e un voto di fiducia (per l'esattezza il 19/mo). Da quella data 'giace' nella commissione Giustizia del Senato in attesa che si crei il clima politico adatto per concludere i lavori in commissione e portarlo finalmente in Aula. Le intercettazioni, che sono uno dei punti di maggior scontro tra la maggioranza e l'opposizione, potrebbero essercalendarizzate in tempi brevi, come  vuole il governo e la maggioranza, visto che la commissione Giustizia ora deve solo esaminare e votare gli emendamenti al testo. Non sara', comunque, una passeggiata visto che le proposte di modifica sono 361: 17 del Pdl, 41 dell'Udc, 115 dell'Idv e 143 del Pd.Ecco in sintesi i punti salienti e piu' contestati del provvedimento all'esame dei senatori:   

- EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potra' chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovra' essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovra' poi compiere una valutazione autonoma del caso. 

- VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia ''pubblicamente dichiarazioni'' sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sara' sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.  

- OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare ''il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni''. 

- DIVIETO PUBBLICAZIONE - Si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non piu' coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E' vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di che' se ne potra' pubblicare il contenuto. Fannoeccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione. 

- NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati ''relativamente ai procedimenti penali a loro affidati'', salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca. 

- CARCERE PER I GIORNALISTI - la pena va da 6 mesi a un anno ed e' ''oblabile'': cioe' trasformabile in sanzione pecuniaria.

 - REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori. 

- INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attivita' criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli piu' gravi. 

- LIMITI DI TEMPO - Non si potra' intercettare per piu' di 60 giorni: 30 piu' 15 piu' 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si puo' arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20. (fonte: ANSA).

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 Il carcere "galleggiante"

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Nella foto qui sopra potete ammirare il modellino del "carcere galleggiante" progettato da Fincantieri. Si tratta di una chiatta lunga 126 metri, larga 33 e alta 34,8. Una chiatta che, secondo i progettisti, potrebbe ospitare 640 detenuti.

Fincantieri non accenna ai costi dell’ingegnosa opera, ma nell'ambiente si parla di una cifra che si aggirerebbe intorno ai 90 milioni di euro. Al di là delle perplessità sul modellino, non si negano in quel di Genova i vantaggi economici che tale progetto porterebbe portare a Fincantieri, gruppo industriale che di certo non vive un momento facile a causa della recessione globale che frena gli ordini di nuove navi. ''Non c'e' dubbio che - commenta Mario Ghini, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore siderurgico - costruire, come si pensa, cinque o sei di queste piattaforme saturerebbe gli impianti per due anni. Ci auguriamo che si prenda una decisione nel breve periodo e le navi carcere si facciano.


Ora una cosa sembra ormai certa. Dei detenuti, dell’efficienza del sistema penitenziario e delle sue finalità non frega assolutamente niente a nessuno. La concentrazione è su ben altro: l’affare carceri, l’affare detenuti.

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CARCERI.

Roma, Vibo Valentia, Padova,

Fermo e Brescia

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5 detenuti suicidi in pochi giorni

 

Roma, 25 febbraio. Roberto Giuliani, 47 anni, si è tolto la vita  nel carcere Rebibbia di Roma. Giuliani era paziente psichiatrico a rischio e per questo era sottoposto a stretta  sorveglianza. Era detenuto nel reparto G11 del carcere Rebibbia di Roma, una sezione dove sono ristretti circa 450 detenuti affetti dalle patologie più diverse. 

Vibo Valentia, 24 febbraio. Un detenuto, di 42 anni, si è impiccato nellla sua cella del carcere di Vibo Valentia. Avrebbe finito di scontare la sua pena nel 2012 e, prima di togliersi la vita, avrebbe  scritto una lettera di addio rivolta alla famiglia.

Padova, 24 febbraio. Un detenuto 27enne si è suicidato ieri sera nella propria cella del carcere 2 Palazzi di Padova. Erano le 23.45, quando il giovane detenuto si è impiccato. I due compagni di cella, appena si sono accorti dell'accaduto, hanno prestato i primi soccorsi ed hanno dato l'allarme. Purtroppo il ragazzo è deceduto.

Fermo, 23 febbraio. Vincenzo Balsamo, 44 anni, detenuto nella nella casa cicondariale di Fermo si è tolto nella sua cella. Nel pomeriggio Vincenzo Balsamo è stato trovato impiccato nel bagno. A dare l'allarme sono stati gli altri detenuti.

Brescia, 23 febbraio.  Una persona detenuta di 27 anni si è suicidato ieri nella propria cella della Casa Circondariale di Brescia Canton Monbello. Il ragazzo, di origine tunisina, si è tolto la vita intorno alla 15.30 dopo essere rientrato dall’ora d’aria e si è impiccato usando le lenzuola date in dotazione. L'agente di turno, appena si è accorto del fatto, ha dato l'allarme ma purtroppo il detenuto è morto sull’ambulanza, durante il trasporto in ospedale.

Con questi suicidi salgono a 12 i detenuti che dal 2010 si sono tolti la vita in carcere. Suicidi determinati da degradate condizioni di vita, che inducono le persone a rinunciare a vivere. Persone che muoiono per una pena illegale. Il tutto nell'indifferenza più assoluta della politica del Governo, che tratta delle galere sono quando deve fare pubblicità al famigerato "Piano carceri". Un Governo che evidentemente sta sottovalutando la gravità della situazione presente nei nostri istituti di pena.

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Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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