Carceri: sono 67.542 i detenuti
Roma, 3 maggio. Sono 67.542 le persone detenute nelle carceri italiena, di cui 24.944 stranieri (36,93%), a fronte di una capienza regolamentare di 44.218 unita' e di una tollerabile pari a 66.905. I rinchiusi in cella in attesa di una sentenza definitiva sono 29.769 (44% del totale), ma circa 15 mila sono i deteniti in attesa di incontrare un giudice per la prima volta. Le persone detenute condannate sono: 35.852 (53%) e gli internati 1.797. Nel gennaio scorso, le persone ristrette negli istituti di pena erano 65.737. I dati sono stati aggiornati oggi dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria.Celle di otto metri quadri con due letti a castello e una terza branda. Detenuti sull'orlo della rivolta, da Nord a Sud, nei penitenziari italiani arrivati a record mai visti di sovraffollamento. Una bomba a orologeria che rischia di esplodere, una situazione ai limiti che potrebbe degenerare. Situazione critica in particolare nei penitenziari della Lombardia (9.067 i ristretti in cella in questa Regione), della Sicilia (con 8.043 detenuti), Campania (7.913) e Lazio (6.060). Tra i casi limite raccontati dalle cronache locali, quello ad esempio del carcere circondariale di Padova, dove sono reclusi i detenuti in attesa di giudizio e comunque i non definitivi, che ha raggiunto in questi giorni l'impressionante cifra di 252 presenze, di fronte ad una capacita' ricettiva che per essere ottimale non dovrebbe superare i 90 ospiti. In alcune celle costruite per ospitare quattro detenuti, negli ultimi tempi ne sono stipati addirittura 11, molti dei quali costretti a dormire coi materassi per terra. Basta questo per capire in quali condizioni igienico sanitarie si trovino i reclusi del carcere padovano, in stragrande maggioranza extracomunitari, nordafricani e nigeriani in particolare. E il super-affollamento favorisce anche litigi e discussioni, non mancano aggressioni vere e proprie con ferimenti. Anche il carcere di Forli' scoppia. La casa circondariale della Rocca, infatti, a fronte dei 135 regolamentari e dei 165 tollerabili, attualmente ospita 273 detenuti. E di questi gli stranieri sono quasi il 50%. Recentemente i sindacati di polizia Sappe, Osapp, Cisl Fns, Uil Pa e Uspp hanno denunciato situazioni insostenibili: i carcerati stanno pigiati come sardine nelle celle e a causa della carenza di brande e mancanza di posti letto si sono trovati costretti a dormire per terra su improvvisati materassi. A Casa di Reclusione di Fossano (Cuneo), in questi giorni si e' sfiorata la rivolta, come racconta 'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, Osapp. All'interno della sezione Penale che ospita una sessantina di detenuti di nazionalita' extracomunitaria, per reati che vanno dallo spaccio di stupefacenti al furto, i reclusi prima hanno cominciato a sbattere le stoviglie e suppellettili, ma subito dopo, spiega l'Osapp, "la tensione e' salita ed i detenuti hanno letteralmente sradicato il cancello di sbarramento della sezione (peso circa 4 quintali)". Per fortuna la Polizia Penitenziaria in poco tempo e' riuscita a riportare l'ordine. Critico sugli interventi annunciati dal Governo e' Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, secondo cui anche "l'eventuale decreto legge proposto dal ministro Alfano per gli arresti domiciliari di chi deve scontare una pena residua inferiore ad un anno potrebbe riguardare, nel massimo, non oltre 3.500-3.700 soggetti". Per Beneduci, "i dati dimostrano come il piano carceri che deve essere consegnato dal capo dell'amministrazione penitenziaria Franco Ionta al ministro Alfano ed al Comitato da questi presieduto, oltre che assai oneroso, inadeguato per l'attuale sovraffollamento e per opere che potrebbero non funzionare mai in mancanza di addetti, potrebbe comportare gravi disagi per la funzionalita' e la sicurezza penitenziaria, soprattutto in concomitanza con la stagione estiva, per il massiccio andirivieni di imprese e di operai, ben oltre la capacita' di tutela e di controllo dei poliziotti penitenziari in gran parte degli attuali istituti di pena". (fonte: Adnkronos) Commenti (0 ) |