Giovedì, 9 settembre 2010

Carceri: il Governo riscrive

il ddl Alfano

Roma, 11 maggio - Via la messa in prova dal disegno di legge del ministro della Giustizia Angelino Alfano sulle misure alternative al carcere per l'ultimo anno di pena. La commissione Giustizia della Camera ha votato oggi lo stralcio dell'articolo 4 del ddl. Il testo uscirà dalla commissione profondamente modificato. Il governo ha presentato tre emendamenti, uno dei quali annulla tra l'altro l'automatismo dei domiciliari per gli ultimi 12 mesi e introduce la verifica dell'idoneita' del domicilio. A decidere se consentire a un detenuto di scontare ai domiciliari la condanna fino a 12 mesi o l'ultimo anno di pena sara' il magistrato di sorveglianza, sulla base degli atti trasmessigli dal pubblico ministero e, nel caso di detenuti, di una relazione della direzione del arcere sulla condotta tenuta in prigione.  Dalla lista di chi potra' beneficiare della misura alternativa restano esclusi, anche nella nuova formulazione, i condannati per reati di mafia e terrorismo, e i delinquentiabituali. La misura potra' essere negata piu' in generale, e questa e' una novita', "quando vi e' la concreta possibilita' che il condannato possa darsi alla fuga" oppure si teme "possa commettere altri delitti".

Oltre che al domicilio, la pena si potra' scontare "in altro luogo pubblico o provato di cura, assistenza e ccoglienza". Sparita la possibilita' che i clandestini siano incarcerati nei Cie.

Lo stralcio è stato votato quasi all'unanimità dalla Commissione: contro si è espressa solo la deputata radicale eletta nel Pd Rita Bernardini, in sciopero della fame proprio per protesta contro il sovraffollamento delle carceri.

La Commissione tornerà a riunirsi domani quando alle 10 scadrà il termine per i subemendamenti agli emendamenti presentati dal governo. (fonte AGI)

P.S. Il timore, per non dire la certezza è che il famigerato ddl Alfano contro il sovraffollamento diventerà con tali modifiche l'ennessima misura alternativa al carcere che la magistratura di sorveglianza non riuscirà ad applicare. Benefici contro il sovraffollamento? Pochi o nessuno.

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Carceri: sono 67.542 i detenuti

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E' l'inizio della fine.

 

Roma, 3 maggio. Sono 67.542 le persone detenute nelle carceri italiena, di cui 24.944 stranieri (36,93%), a fronte di una capienza regolamentare di 44.218 unita' e di una tollerabile pari a 66.905. I rinchiusi in cella in attesa di una sentenza definitiva sono 29.769 (44% del totale), ma circa 15 mila sono i deteniti in attesa di incontrare un giudice per la prima volta. Le persone detenute condannate sono: 35.852 (53%) e gli internati 1.797. Nel gennaio scorso, le persone ristrette negli istituti di pena erano 65.737. I dati sono stati aggiornati oggi  dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria.

Celle di otto metri quadri con due letti a castello e una terza branda. Detenuti sull'orlo della rivolta, da Nord a Sud, nei penitenziari italiani arrivati a record mai visti di sovraffollamento. Una bomba a orologeria che rischia di esplodere, una situazione ai limiti che potrebbe degenerare. Situazione critica in particolare nei penitenziari della Lombardia (9.067 i ristretti in cella in questa Regione), della Sicilia (con 8.043 detenuti), Campania (7.913) e Lazio (6.060).

Tra i casi limite raccontati dalle cronache locali, quello ad esempio del carcere circondariale di Padova, dove sono reclusi i detenuti in attesa di giudizio e comunque i non definitivi, che ha raggiunto in questi giorni l'impressionante cifra di 252 presenze, di fronte ad una capacita' ricettiva che per essere ottimale non dovrebbe superare i 90 ospiti. In alcune celle costruite per ospitare quattro detenuti, negli ultimi tempi ne sono stipati addirittura 11, molti dei quali costretti a dormire coi materassi per terra. Basta questo per capire in quali  condizioni igienico sanitarie si trovino i reclusi del carcere padovano, in stragrande maggioranza extracomunitari, nordafricani e nigeriani in particolare. E il super-affollamento favorisce anche litigi e discussioni, non mancano aggressioni vere e proprie con ferimenti.

Anche il carcere di Forli' scoppia. La casa circondariale della Rocca, infatti, a fronte dei 135 regolamentari e dei 165 tollerabili, attualmente ospita 273 detenuti. E di questi gli stranieri sono quasi il 50%. Recentemente i sindacati di polizia Sappe, Osapp, Cisl Fns, Uil Pa e Uspp hanno denunciato situazioni insostenibili: i carcerati stanno pigiati come sardine nelle celle e a causa della carenza di brande e mancanza di posti letto si sono trovati costretti a dormire per terra su improvvisati materassi.

A Casa di Reclusione di Fossano (Cuneo), in questi giorni si e' sfiorata la rivolta, come racconta 'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, Osapp.  All'interno della sezione Penale che ospita una sessantina di detenuti di nazionalita' extracomunitaria, per reati che vanno dallo spaccio di stupefacenti al furto, i reclusi prima hanno cominciato a sbattere le stoviglie e suppellettili, ma subito dopo, spiega l'Osapp, "la tensione e' salita ed i detenuti hanno letteralmente sradicato il cancello di sbarramento della sezione (peso circa 4 quintali)". Per fortuna la Polizia Penitenziaria in poco tempo e' riuscita a riportare l'ordine.

Critico sugli interventi annunciati dal Governo e'  Leo Beneduci, segretario generale dell'Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria, secondo cui anche "l'eventuale decreto legge proposto dal ministro Alfano per gli arresti domiciliari di chi deve scontare una pena residua inferiore ad un anno potrebbe riguardare, nel massimo, non oltre 3.500-3.700 soggetti".  Per Beneduci, "i dati dimostrano come il piano carceri che deve essere consegnato dal capo dell'amministrazione penitenziaria Franco Ionta al ministro Alfano ed al Comitato da questi presieduto, oltre che assai oneroso, inadeguato per l'attuale sovraffollamento e per opere che potrebbero non funzionare mai in mancanza di addetti, potrebbe comportare gravi disagi per la funzionalita' e la sicurezza penitenziaria, soprattutto in concomitanza con la stagione estiva, per il massiccio andirivieni di imprese e di operai, ben oltre la capacita' di tutela e di controllo dei poliziotti penitenziari in gran parte degli attuali istituti di pena". (fonte: Adnkronos)

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Intercettazioni:

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il Governo cambia il ddl


Roma, 20 aprile - Il governo ha presentato due proposte di modifica al testo del ddl sulle intercettazioni. La prima  modifica i requisiti per richiedere l'ascolto: nel testo originale, infatti, per chiedere autorizzazione alle intercettazioni ambientali e telefoniche dovevano sussistere "evidenti indizi di colpevolezza". Secondo la modifica presentata oggi, questa formula diventa "gravi indizi di reato".

Il secondo emendamento del Governo incide sulla norma transitoria e prevede che  la legge sulle intercettazioni non potra' essere applicata ai processi in corso per i quali e' gia' stata chiesta l'autorizzazione a farle.

Nella proposta di modifica che porta la firma del sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo si prevede comunque che possano essere applicate  immediatamente a tutti i processi in corso le norme del provvedimento relative ai divieti di pubblicazione e gli obblighi di segreto. Inoltre si differisce di sei mesi dall'entrata in vigore della legge l'efficacia della norma che attribuisce al tribunale distrettuale in composizione collegiale la competenza ad autorizzare le intercettazioni.

Da notare infine un ultima norma proposta con l'emendamento del Governo. Norma che intende punire chi "fraudolentemente effettua registrazioni o riprese video di conversazioni a lui dirette o comunque effettuate in sua presenza". Norma che per tale condotta prevede il carcere da 1 a 4 anni, e che è stata subito ribattezzata "Norma D'Addario".

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Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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