Bologna, 8 luglio. - E' morto per intossicazione da sostanze psicotrope il 32enne bolognese, tossicodipendente, trovato senza vita lunedi' scorso sul letto della cella dove era detenuto nel carcere la Dozza di Bologna. E' quanto emerso dall'autopsia eseguita dal medico legale su delega della Procura. Dall'esame medico, tuttavia, non e' possibile stabilire se il decesso sia stato causato dall'abuso di sostanze stupefacenti o di farmaci. Saranno gli esami tossicologici a dare risposte in questo senso. Sulla vicenda il pm Luca Tampieri ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e morte in conseguenza di altro reato. (fonte: Agi)
P.S.
E’ il carcere che uccide. Nel caso di specie o perché ci si è drogati o perché ci si è impasticcati. Due alternative che, alla luce della realtà, appaiono di poco rilievo. La responsabilità per la morte di quel ragazzo resta, anche se sarà, come al solito, una responsabilità destinata a liquefarsi. E’ il carcere che uccide. E’ il carcere senza giustizia.
INCHIESTA ROS
Lunedì la sentenza per il generale Gazer
Il Pm ha chiesto 27 anni di carcere
Ma Lui resta in carica
Milano, 8 luglio - E' prevista per lunedi' prossimo, 12 luglio, la sentenza nel processo milanese a carico del comandante del Ros dei carabinieri Giampaolo Ganzer e altre 17 persone per presunte irregolarita' nelle operazioni antidroga, condotte tra il '91 ed il '97 da un piccolo gruppo all'interno del reparto speciale dell'Arma. Oggi il collegio giudicante, presieduto da Luigi Caiazzo e che si e' ritirato in camera di consiglio lunedi' scorso, ha comunicato alla cancelleria dell'ottava sezione penale che uscira' con il verdetto lunedi' mattina.
Nelle scorse udienze, il pm Luisa Zanetti ha chiesto per Ganzer una condanna a 27 anni di carcere e un totale di 352 anni di reclusione per tutti i 18 imputati. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere aggravata dall'uso delle armi e dal numero dei componenti, peculato e falso.
Secondo l'accusa, Ganzer avrebbe ''diretto e organizzato'' un gruppo di militari, i quali avrebbero dato vita ad un traffico di droga, al fine poi di reprimerlo, di arricchirsi e di ''conseguire visibilita' e successo''. In sostanza, stando alle indagini, il gruppo avrebbe commesso una serie di illecite importazioni, detenzioni e cessioni di droga, utilizzando le strutture dell'Arma, violando le leggi che disciplinano le operazioni sotto copertura per la lotta al narcotraffico. (fonte: Ansa)
P.S.
Ora, fermo restano il proncipio di non colpevolezza fino alla sentenza definitiva, colpisce che il generale Ganzer, di fronte ad una richiesta di pena così elevata ed ad accuse tanto gravi, non si sia quanto meno messo in aspettativa. E' normale che un generale dei Carabinieri, visto il ruolo che ricopre, resti in carica se pur a rischio di una condanna a 27 anni?
Questa la voce di Fabrizio Brunetti, registrata ieri nel corso della rubrica Radiocarcere su Radio Radicale. (qui per riascoltarla ). Fabrizio Brunetti che da 5 anni attende invano una risposta di giustina in merito alla morte del figlio avvenuta a Roma il 23 giugno 2005 per un incidente stradale. E' uno dei tanti casi di durata irragionevole del processo penale.
Ecco le tappe del procedimento (irragionevolmente lungo):
- Flavio, il figlio del dottor Brunetti, muore per un incidente stradale il 23 giugno del 2005.
- Le indagini, per omicidio colposo, durano 2 anni e mezzo.
- Nel dicembre del 2007 il Pubblico Ministero presenta richiesta di rinvio a Giudizio nei confronti di chi si suppone abbia causato la morte di Flavio.
- L'udienza preliminare si tiene il 18 luglio 2008 e termina con il decreto che diposne il giudizio.
- Il dibattimento inizia il 10 ottobre 2008.
- Seguiranno poi circa 5 udienze, distribuite in ben 2 anni, dove ci si limiterà ad ascoltare solo due testiomoni.
- Il 26 marzo 2010, il Giudice comunica che è stato trasferito in Corte d'Appello.
- La difesa dell'imputato non presta il consenso all'acquisizione delle 2 testimonianze già avvenute ed è così che quel processo ricomincerà da capo.
- La prossima udienza si terrà il 3 dicembre 2010.
Morale. 5 anni per fare poco o nullla. 5 anni di attesa straziante per un padre che chiede, giustamente, solo una risposta di Giustizia. Risposta di Giustizia che forse non arrivverà mai.
Altro che intercettazioni, altro che la "legge Bavaglio"! Il vero problema sono i tempi irragionevoli della Giustizia penale e la sua efficenza.
Roma, 7 luglio. "Il Presidente della Repubblica non ha nessun motivo, né personale né istituzionale, per sollecitare innovazioni alla normativa vigente, quale è sancita dalla Costituzione, sulle prerogative del Capo dello Stato". E' quanto si legge in una nota del Quirinale in relazione a quanto scrive oggi 'Il Giornale' e ieri 'Il Fatto' a proposito di un emendamento per dare "impunità totale" al Colle nell'ambito del Lodo Alfano.
"La Presidenza della Repubblica - spiega la nota - resta sempre rigorosamente estranea alla discussione, nell'una o nell'altra Camera, di proposte di legge d'iniziativa parlamentare, la cui presentazione non deve - a differenza dei disegni di legge d'iniziativa governativa, ai sensi dell'art. 87 della Costituzione - essere neppure autorizzata dal Capo dello Stato".
P.S.
Non può che colpire la comunanza tra "Il Giornale" & il "Il Fatto", due quotidiani agli antipodi (almeno politicamente, ma meno sul piano dell'impostazione editoriale), nel contribuire insiema a far irritare il Presidente Napolitano, che non a caso parla di ridicole calunnie. Come colpisce che l'emendamento "Salva Colle" sia stato presentato dal Partito Democratico. Emendamento che recita: "al di fuori dei casi previsti dall'articolo 90 della Costituzione, il presidente della Repubblica, durante il suo mandato, non possa «essere perseguito per violazioni alla legge penale".
A questo punto 3 sono le ipotesi di questa ennesima bizzarria politica, giuridica e giornalistica.
1. Silvio Berlusconi vuole andare al Quirinale e ci vuole andare ben tutelato. A fare il Premier poi ci penserà Tremonti, ma questa è un'altra storia.
2. Massimo D'Alema vuole concorrere alla Presidenza della Repubblica e se ci riesce non vuole grane (anche perchè chi semina vento raccoglie tempesta).
3. Il Pd, ovvero D'Alema, ha fatto uno dei suoi fantastici accordi con Berlusconi. (gline fosse riuscito uno)
Assente, come al solito, l'ipotesi che tale emendamento fosse stato mosso dal bene comune, dall'intenzione di migliorare il funzionamento della separazione tra poteri dello Stato.