Sanremo: detenuto muore cadendo dal letto a castello
Sanremo, 25 maggio. Giovanni Bonafé è morto intorno alle 5.30 di questa mattina dopo essere precipitato dal terzo piano del letto a castello dove dormiva nelle sua cella del carcere di Sanremo. Lo rende noto il segretario generale della Uil Pa penitenziari, Eugenio Sarno. Carcere di Sanremo che potrebbe ospitare circa 200 detenuti, ma che oggi contiene 367 corpi ammassati. Corpi di detenuti che per mancanza di spazio vengono messi su letti a castello alti 3 piani. Non è La prima volta che un detenuto muore in circostanze simili, ovvero cadendo da letti a castello che sfiorano il soffitto a causa del sovraffollamento. Nel carcere di Genova era già morto un detenuto così e allo stesso tempo in tante carceri italiane si segnalano casi in cui dei detenuti restano feriti proprio perche' caduti da letti a castello alti 3 o 4 piani. Il problema è semplice e drammatico. Non essendoci spazio sufficiente all’interno di celle create per ospitare 3 detenuti, ma che di fatto sono occupate da 6 o più persone, le varie amministrazione delle carceri creano letti a castello sempre più alti e, quando ciò non è possibile, lasciano dormire il detenuto di turno per terra. A ciò si deve aggiungere il fatto che moltissimi detenuti assumono tranquillanti, pur di riuscire a dormire. Il che genera ovviamente un sonno innaturale che rende più probabile cadute dalle brande che troppo spesso sono mortali. La morte di oggi non è quindi ascrivibile alla sfortuna o alla morte imprevedibile. Si tratta di decessi che hanno come causa il sovraffollamento e il degrado delle strutture. Cause di decessi che hanno dei responsabili in chi amministra le strutture penitenziarie. In altre parole si tratta di: omicidi colposi. Intanto il direttore del carcere di Sanremo, Francesco Frontirre', dichiara che da una perizia medico legale il detenuto risulta essere morto per un attacco cardio circolatorio, dovuto anche al fatto che era malato terminale di Aids. Accertamenti sono comunque in corso per ricostruire l'accaduto e non si esclude che l'autorità giudiziaria possa disporre l'autopsia.
++ APPALTI IN SARDEGNA: VERDINI INDAGATO PER CORRUZIONE ++
ROMA, 5 MAG - Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, e' indagato dalla procura di Roma per corruzione nell'ambito dell'inchiesta riguardante un presunto comitato d'affari che si sarebbe occupato, in maniera illecita, di appalti pubblici, in particolare i progetti sull'eolico in Sardegna. Ieri, a Firenze, e' stato perquisito il Credito Cooperativo Fiorentino, istituto bancario presieduto da Verdini. Gli investigatori inviati dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli erano alla ricerca del passaggio di un certo numero di assegni dei quali gli inquirenti intendono accertare la provenienza e la destinazione. In procura c'e' un grande riserbo sulla natura delle indagini in corso. Gli accertamenti su quello che si ritiene essere stato un giro di appoggi e di promesse per favorire alcuni imprenditori sono stati avviati nel 2008 nel quadro di un'altra indagine avviata dalla Direzione distrettuale antimafia. Oltre a Verdini sono indagati, tutti per concorso in corruzione, anche l'uomo d'affari Flavio Carboni, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu, il consigliere dell'Arpa di Sanremo Ignazio Farris, e un magistrato tributario, Pasquale Lombardi. (ANSA).
INTERCETTAZIONI SI ALLUNGANO I TEMPI IN COMMISSIONE GIUSTIZIA
Roma, 5 mag - Si allungano i tempi in Commissione Giustizia al Senato per l'esame degli emendamenti al ddl intercettazioni. Il Presidente della Commissione, Filippo Berselli, che ieri aveva previsto la conclusione dei lavori entro domani, ha oggi dichiarato: "Stiamo andando avanti molto lentamente. C'e' un ostruzionismo strisciante, che viene negato dall'opposizione. I lavori proseguiranno la prossima settimana, ma faremo anche sedute notturne". Gli emendamenti al ddl intercettazioni sono circa 400. Finora la Commissione ha bocciato una trentina di emendamenti dell'opposizione. "I singoli emendamenti su cui l'opposizione vuole discutere sono solo scuse - dichiara Berselli - la verita' e' che l'opposizione vuole il ritiro del provvedimento. Si erigono adifensori della liberta' di stampa, ma invece vogliono solo la liberta' di intercettare".(AGI)
Carceri/ Funzionari polizia: Condividiamo preoccupazioni Maroni Uno spreco destinare risorse a controllo soggetti scarcerati
Roma, 5 mag. (Apcom) - L'Associazione nazionale funzionari di polizia condivide "le preoccupazioni espresse dal ministro dell'Interno Roberto Maroni a proposito degli effetti devastanti che provocherebbe il cosiddetto Ddl 'svuota-carceri' se venisse approvato". Lo dichiara il segretario dell'associazione Enzo Marco Letizia. "Riteniamo in particolare che, se anche ci fossero le risorse, umane ed economiche, per controllare i soggetti che verrebbero fatti uscire dalle carceri sarebbe un autentico spreco destinarle a questo servizio. Ma soprattutto, se dovesse passare il Ddl sarebbe un ulteriore colpo alla certezza della pena, uno dei nodi irrisolti della questione sicurezza nelle città. Le vittime dei criminali hanno bisogno di maggiore rispetto", conclude Letizia.
CARCERI: MESSA A PROVA, CIRILLO: CON DDL 11.000 A DOMICILIARICI SARA' UN AGGRAVIO PER LE FORZE DELL'ORDINE
ROMA, 5 MAG - Il ddl allo studio, che prevede l'esecuzione ai domiciliari nell'ultimo anno di pena detentiva, comportera' 11.000 nuove persone agli arresti domiciliari e ''un aggravio di lavoro per le forze dell'ordine. Cosi' il vice capo della Polizia di Stato, prefetto Francesco Cirillo, al termine di un'audizione in Commissione Giustizia. "Ho espresso alcune perplessita' tecniche sulla norma - ha riferito il prefetto - e la richiesta di escludere alcuni reati che danno particolarmente fastidio tra cui lo spaccio, la violenza in famiglia, la violenza sessuale di un singolo e il furto''.''C'e' un aggravio di lavoro per le forze dell'ordine: parliamo di 11.000 detenuti ai domiciliari a fronte dei 3.500 ai domiciliari adesso. Questo toglie un po' di personale alle normali attivita''', ha aggiunto. In ogni caso, ha concluso Cirillo, se il Parlamento approvera' il provvedimento saremo chiamati a fare il nostro compito''.(ANSA).
CARCERI: MARONI, DDL SVUOTA-CARCERI PEGGIO DI INDULTO.
5 maggio - ''Abbiamo una valutazione negativa sull'impatto che avrebbe il cosiddetto disegno di legge svuota-carceri'', che consentirebbe ai detenuti di scontare l'ultimo anno di pena ai domiciliari. Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Interno Roberto Maroni, def...inendo il provvedimento all'esame della commissione Giustizia della Camera ''peggio di un indulto, visto che gli effetti non sarebbero una tantum, ma varrebbero sempre''. ''Noi - ha spiegato il ministro a margine di una visita istituzionale al Cairo (Egitto) non siamo in grado di controllare le circa 10 mila persone che ora, se fosse approvato il ddl andrebbero ai domiciliari: la meta' e' costituita da stranieri e molti sono clandestini, senza casa, dove dovrebbero scontare i domiciliari?''.Un controllo, ''per un numero cosi' elevato di persone, ha aggiunto, sarebbe possibile solo se fosse disponibile una tecnologia sul modello del braccialetto elettronico, che pero' ancora non da' adeguate garanzie''. (ANSA).
Processo breve/ Riparte domani, Commissione Camera farà audizioni Bongiorno: Norma complessa, indagheremo su tempi giustizia
Roma, 27 gen. (Apcom) - Inizierà domani in commissione Giustizia a Montecitorio l'esame del provvedimento sul processo breveapprovato dal Senato il 20 gennaio scorso: lo ha annunciato durante la seduta di ieri in Commissione la presidente Giulia Bongiorno. In vista dell'esame del controverso provvedimento sul processo breve, sempre nella seduta di ieri, la Commissione ha approvato la proposta di Bongiorno di svolgere una indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del principio costituzionale della ragionevole durata del processo". "I dati della giustizia in Italia - ha osservato Bongiorno - sono drammatici. Di fronte a questo la Commissione intende verificare attraverso lo strumento dell'indagine conoscitiva quanto la situazione di paralisi dellagiustizia possa essere risolta attraverso interventi normativi sia sul processo che sull'ordinamento giudiziario e quanto invece possa trovare una soluzione per mezzo di una migliore riorganizzazione amministrativa degli uffici giudiziari". "L'obiettivo di accelerare il processo - ha osservato Bongiorno - è da tutti condiviso, mentre forti distinzioni si registrano sulle modalità di soluzione del problema. Si potrà riflettere sull'attuale assetto della geografia giudiziaria per valutare se corrisponda realmente alle concrete esigenze dei cittadini. Sempre in materia di organizzazione degli uffici si potrà valutare l'opportunità di istituire un manager dell'ufficio al quale affidare i compiti meramente organizzativi affinché siano svolti in una ottica manageriale". La presidente della Commissione ha ipotizzato delle "missioni in Italia, volte a verificare in loco le condizioni degli uffici giudiziari", e un ciclo di audizioni per sentire il ministro della Giustizia, il ministro dell'Interno, il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura e altri componenti del Consiglio stesso, dirigenti del ministero della Giustizia preposti a settori relativi all'amministrazione della giustizia, operatori della giustizia (magistrati, avvocati, personale amministrativo degli uffici giudiziari) e associazioni rappresentative di categoria, utenti del servizio giustizia attraverso associazioni rappresentative nonché esperti giuridici in materia di diritto sia sostanziale che processuale.
CARCERI: CGIL, AGENTI IN AGITAZIONE PER STATO INVIVIBILITA'
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - Stato di agitazione dei poliziotti penitenziari aderenti alla alla Fp-Cgil su tutto il territorio nazionale. Il sindacato punta il dito contro le condizioni di lavoro ''sempre piu' difficili'' nelle sovraffollate carceri italiane, rispetto alle quali la dichiarazione dello stato di emergenza e' da ritenersi ''tardiva ed infruttuosa'', mentre le assunzioni di 2mila agenti sono ''insufficienti'' e ''comunque spalmate nel quadriennio 2010-2013''. E ancora: ''In un contesto in cui - sottolinea il responsabile della Fp-Cgil penitenziari Francesco Quinti - le condizioni di lavoro diventano sempre piu' difficili, gravate dal logoramento delle carceri, vecchie e anguste, quando non malsane, dall'invivibilita' di alcuni istituti che sfiora i limiti della rivolta, e che comunque sfocia in continue aggressioni e sopraffazione al personale, esacerbando un clima gia' rischioso, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha annunciato il 30 dicembre scorso l'innalzamento dell'orario di lavoro da 36 a 42 ore''. Si tratta di un aumento - denuncia il sindacato - ''non contemplato dal contratto nazionale del comparto sicurezza, contratto, quello riferito al biennio economico 2008-2009, scaduto da due anni''. La Cgil ritiene che ''nulla e' stato fatto per rendere accettabili, o quantomeno sopportabili, i carichi e lecondizioni di lavoro'' nelle carceri e che, a fronte di un surplus di 20 mila detenuti e una carenza di organico di 6mila agenti, la dichiarazione dello stato di emergenza nei penitenziari e' ''tardiva quanto infruttuosa'', mentre le 2 mila unita' in piu' non terrebbero in conto dei pensionamenti (''oltre le 2500 unita' nei prossimi tre anni'').
GIUSTIZIA: PALAMARA, GUERRA A MAGISTRATURA FA MALE A PAESE
(ANSA) - MILANO, 15 GEN - ''Facendo la guerra alla agistratura si fa del male al Paese, lo stesso chi si preoccupae si indigna per la bomba a Reggio Calabria''. Lo ha detto il residente dell'Anm, Luca Palamara, intervistato da GianluigiParagone alla prima puntata de ''L'ultima parola'' in onda questa sera su Raidue. Nel corso della trasmissione Paragone ha presentato alcune storie di malagiustizia, ovvero di persone arrestate e poigiudicate innocenti. ''Cosi' - ha commentato Palamara - non ndiamo da nessuna parte. Si manda un messaggio, dopo questiepisodi, per dimostrare che se la giustizia non funziona ed e' llo sfascio la colpa e' dei magistrati. Si butta tutto nelcalderone per arrivare a dire che c'e' la necessita' di fare il rocesso breve''. Palamara non ha negato che vi siano anche errori giudiziari: 'Purtroppo ci sono ma anche nei casi illustrati nel corso dellatrasmissione alla fine c'e' stato un giudice che ha fatto iustizia. Chi sbaglia deve pagare''. Il presidente dell'Anm haquindi spiegato che non deve passare il messaggio che c'e' una agistratura che si arrocca ''nel fortino per difendersi''.''Noi - ha spiegato Palamara - vogliamo lanciare una agistratura rinnovata e responsabile''. Dopo aver spiegato chela contrapposizione con la politica non gli appartiene, il presidente dell'Anm ha precisato: ''Mi preoccupo di riformare la iustizia per farla funzionare meglio''. All'osservazione chesarebbe necessario far funzionare la norma sulla responsabilita' civile dei magistrati che sbagliano, Palamara ha commentato: 'Non bisogna porre un controllo sulla magistratura e dire cheil Csm non funziona. E' necessario su questo tema trovare un unto di equilibrio fermo restando che chi sbaglia devepagare''.
CARCERI: I NAS AL BECCARIA TROVANO 200 KG DI CARNE AVARIATA
(AGI) - Milano, 15 gen. - Duecento chili di carne sequestrata e na persona denunciata: e' il bilancio della giornata dicontrolli effettuati all'interno della mensa del carcere inorile Beccaria di Milano. Ad essere denunciato e' stato iltitolare della societa' che gestisce la mensa del carcere. I Nas erano stati avvertiti nei giorni scorsi perche'diversi detenuti e dipendenti della struttura si erano ifiutati di mangiare i pasti che venivano serviti in mensa. Icontrolli di oggi hanno accertato che 200 chili di carne si rovava in cattivo stato di conservazione perche' era statacongelata e scongelata diverse volte. Inoltre sono stati equestrati anche 10 chili di carne che aveva un'etichettaturaerrata. Le ispezioni sono iniziate questa mattina alle nove e erminate nel pomeriggio
MILLS: PROCESSO A PREMIER SOSPESO FINO A 27 FEBBRAIO
Milano, 15 gen. (Adnkronos) - Il processo milanese a carico di Silvio Berlusconi, accusato di corruzione in atti giudiziari, e' statorinviato al 27 febbraio prossimo, due giorni dopo la decisione, a sezioni unite, della corte di cassazione che dovra' decidere sul ricorso presentato dal coimputato David Mills. Quella che assumera' la suprema corte, ha deciso oggi il tribunale milanese, ''e' una decisione destinata ad assumere rilievo per le parti e per lo stesso tribunale'', nel procedimento milanese. Per questo i giudici hanno accolto la richiesta, in tal senso, formulata dai legali del presidente del Consiglio, e hanno sospeso, nel frattempo, i termini di prescrizione.
MILLS: GIUDICI DICHIARANO APERTO DIBATTIMENTO.
RESPINTE ISTANZE DIFESA SU INUTILIZZABILITA' ATTI E SI DECIDE PER IL RINVIO
(ANSA) - MILANO, 15 GEN - I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno dichiarato aperto il dibattimento del processo a Silvio Berlusconi, accusato di aver corrotto l'avvocato David Mills. giudici quindi non hanno accolto la richiesta di dichiarare inutilizzabili tutti gli atti formatisi nel corso del processo - che si e' concluso con la condanna del legale inglese - e il capo di imputazione che colloca il reato nel 2000. I giudici della decima sezione del Tribunale di Milano si sono riuniti in camera di consiglio perdecidere se rinviare il processo a Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari a dopo il 25 febbraio, quando la Cassazione si esprimerà sulla posizione dell'ex coimputato, David Mills. Era stato lo stesso presidente del Tribunale, Francesca Vitale, a chiedere alle parti in causa di esprimersi sul punto.Il pm Fabio De pasquale si è detto contrario al rinvio "dati i tempi ristretti". Secondo il pm la decisione della Cassazione sarà sicuramente rilevante ma non assolvente. Secondo i difensori di Berlusconi, Ghedini e Longo, invece, il rinvio è opportuno perché la Cassazione decidendo su Mills si esprimerà anche su questioni procedurali le quali riguardano l'imputato Berlusconi.La difesa inoltre si è detta favorevole a sospendere i termini di prescrizione per il periodo dell'eventuale rinvio."Ci riuniamo brevemente per decidere", ha detto il presidente Vitale. In precedenza lo stesso collegio aveva dichiarato che conservano efficacia gli atti compiuti nel processo davanti al vecchio collegio, mentre l'utilizzabilità degli stessi atti sarà decisa caso per caso. I giudici rigettavano la richiesta della difesa Berlusconi di ridiscutere della modifica del capo di imputazione formulata dal pm nel 2007.
CARCERI: DETENUTO SUICIDA A MASSA, IL QUINTO DA INIZIO 2010
ROMA, 14 GEN - Quinto suicidio nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno: Abellativ Sirage Eddine, 27 anni, detenuto extracomunitario nel reparto infermeria del carcere circondariale di Massa, si e' impiccato la notte scorsa con un lenzuolo annodato al tubo della doccia. Abellativ Sirage Eddine era stato arrestato per furto, lesione e tentata violenza il 20 dicembre a Pontremoli, in Lunigiana. Arresto avenuto dopo un rocambolesco inseguimento concluso con una colluttazione con gli uomini del corpo dei Carabinieri di Pontremoli. Il marocchino, sotto stato di stupefacenti, aveva rubato un'auto con cui poi si e' andato a schiantare ferendosi. E ne stava rubando una seconda quando la proprietaria dell'auto si e' accorta e ha tentato di impedirlo ricevendo anche delle percosse. Al momento del suicidio si trovava in cella assieme ad altri quattro detenuti nell'area infermeria. E' quanto ha riferito il Direttore del Carcere, Salvatore Iodice. Domani e' in programma l'autopsia per accertare le cause del decesso.
In due settimane, dunque, sono gia' cinque i detenuti che hanno deciso di farla finita nelle sovraffollate carceri italiane per le quali ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza: il 2 gennaio, ad Altamura (Bari) si e' ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni; tre giorni dopo si e' impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari Celeste Frau, 62 anni; il 7 gennaio, infine, si sono suicidati Amato Tammaro, 28 anni, nel supercarcere di Sulmona, e Giacomo Attolini, 49 anni, nel penitenziario di Verona.
Napolitano: rammaricato e preoccupato per le parole di Berlusconi
Roma, 10 dicembre - "La sovranita' in Italia e' passata dal Parlamento al partito dei giudici", ma e' "una situazione transitoria, stiamo lavorando per cambiare la situazione anche attraverso la riforma della Costituzione". E' quanto ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal congresso del Ppe a Bonn. Duro il giudizio di Berlusconi anche sulla Consulta: "11 componenti su 15 appartengono alla sinistra", anche perche' cinque "li nomina il Presidente della Repubblica e abbiamo avuto purtroppo tre Presidenti della Repubblica consecutivi tutti di sinistra. La Corte si e' trasformata da organo di garanzia in organo politico e abroga le leggi fatte dal Parlamento". A fianco del premier si schiera il leader del carroccio, Umberto Bossi: Berlusconi "e' l'unico che ha le palle ed e' l'unico che non sia molto preoccupato dalla giustizia". Immediato il comunicato del Presidente Napolitano, che si dice rammaricato e preoccupato dalla parole espresse dal Premier. In una nota il Quirinale precisa: in relazione alle espressioni pronunciate dal presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale, di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana, il presidente della Repubblica - si sottolinea in una nota del Colle - esprime profondo rammarico e preoccupazione". "Il capo dello Stato continua a ritenere che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l'Italia abbia bisogno di quello 'spirito di leale collaborazione' e di quell'impegno di condivisione che pochi giorni fa il Senato ha concordemente auspicato", conclude il Quirinale.Anche l'Anm replica a Berlusconi: "Non nascondiamo la nostra preoccupazione di fronte ad annunci di riforme costituzionali che sembrano piuttosto stravolgimenti dell'attuale sistema democratico".
ALFANO: 94MILA PROCESSI A RISCHIO
ROMA, 19 NOV - Sono 94 mila, su 3.391.917 processi complessivamente pendenti, quelli che giacciono da piu' di due anni e che dunque potrebbero essere interessati dal ddl sul processo breve. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante il question time. Alfano ha spiegato che la stima dei processi destinati all'estinzione ''e' molto complessa'' e la difficolta' e' data, ''dal termine biennale per la declaratoria di estinzione del processo, dalle disposizioni che non si applicano ai recidivi e dal fatto che il ddl riguarda solo processi con pene sotto i 10 anni, ai quali va aggiunta una lunga lista di reati comunque esclusi''. Ha quindi ricordato che il Csm sta conducendo un'indagine a campione a cui sta fornendo ''piena e fattiva collaborazione'' la Direzione generale di statistica del ministero. ''Senza pretese di definitivita' e assolutezza - ha detto il ministro - si puo' stimare che all'esito delle concrete modalita' di applicazione dell'istituto della prescrizione nella forma presentata al Senato, i procedimenti che si prescriveranno saranno contenuti in una percentuale collocata nell'intorno dell'1% del totale dei processi penali pendenti oggi in Italia, senza calcolare naturalmente l'incidenza delle assoluzioni''.
ALFANO: ANCHE PRODI VOLEVA MODIFICA CODICE
ROMA, 19 NOV - "Il disegno di legge -ha sottolineato il Guardasigilli- soddisfa da un lato l'aspettativa dell'imputato a che il processo si concluda entro un tempo ragionevole; dall'altro quello dell'apparato giudiziale e della societa' civile ad ottenere un giustizia finalmente effettiva. Per tali ragioni il diritto dell'imputato a non restare sotto la soggezione del processo per un periodo di tempo troppo lungo puo' essere pienamente soddisfatto prevedendo ex lege termini di durata massima dei diversi gradi di giudizio, il cui superamento obbliga il giudice della fase a pronunciare una sentenza di non doversi procedere". "Questa fondamentale esigenza di garanzia e di civilita' e' stata avvertita anche nel corso della precedente legislatura, allorquando il Governo Prodi istitui' il 27 luglio del 2006 una commissione, dando mandato di introdurre nel codice di procedura penale l'istituto della prescrizione processuale, al fine di determinare precisi di tempi di durata del processo in linea con il principio costituzionale della sua ragionevole durata. E l'introduzione di termini di durata massima dei diversi gradi di giudizio e la previsione dell'improcedibilita' del processo per violazione di tali termini, era stata prevista in tre disegni di legge presentati nella quattordicesima e quindicesima legislatura dai senatori Fassone, Ayala, Brutti, Calvi, Maritati ed anche un altro dello stesso senatore Brutti e della Finocchiaro". "Assicuro -ha detto ancora Alfano- che tutti gli spunti che perverranno in Parlamento per il miglioramento del testo saranno accolti, ma come Governo riteniamo che 6 anni per un processo penale piu' le indagini, cioe' circa 8 anni, e' un tempo sufficiente per tenere un cittadino sotto la giurisdizione dello Stato".
ALFANO,NEL 2008 PENALE COSTATO 1 MLD 640 MLN EURO SPERPERATI OLTRE 80 MLN EURO L'ANNO PER GIRARE A VUOTO
ROMA, 19 NOV - ''Nel 2008 la giustizia penale italiana e' costata un miliardo 640 milioni di euro''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano durante il question time. ''Il processo penale attualmente vigente sperpera oltre 80 milioni di euro di risorse dei contribuenti per girare a vuoto- ha aggiunto il Guardasigilli- pPer fare processi che si concludono con la prescrizione e dunque ne' con l'assoluzione ne' con la condanna'".
CUCCHI: PESTATO IN TRIBUNALE E LASCIATO MORIRE IL OSPEDALE
Roma, 13 novembre - Sei indagati nell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, l'uomo di 31 anni morto il 22 ottobre al Sandro Pertini, dopo essere arrestato per droga il 15 ottobre. Si tratta di tre agenti di custodia e di tre medici, che sono stati iscritti nel registro degli indagati dai pm di Roma Francesca Loj e Vincenzo Barba. Per l'accusa di omicidio preterintenzionale sono accusati tre agenti della polizia penitenziaria, che hanno pestato il giovane pusher. "L'aggressione è avvenuta nel corridoio delle celle di sicurezza del tribunale, dopo l'udienza", ha detto il procuratore capo Giovanni Ferrara."Il giovane - si spiega a piazzale Clodio - quasi certamente è stato scaraventato a terra e picchiato quando era senza difese". La dinamica dei fatti è stata fornita agli inquirenti dai consulenti medico legali, che hanno riesaminato quanto era stato verificato nel corso dell'autopsia. A questo si sono aggiunte le parole del cosiddetto supertestimone, un detenuto, immigrato, che scambiò alcune battute con Cucchi.
Sono invece indagati per omicidio colposo tre medici del centro detentivo dell'ospedale Pertini. Si tratta del responsabile del reparto medicina protetta dell'ospedale "Sandro Pertini", Aldo Fierro, e dei medici Stefania Corbi e Rosita Caponetti. Loro - secondo i pubblici ministeri - avrebbero "omesso le dovute cure".