Giovedì, 2 settembre 2010

LA PROPOSTA. Vendere l’antico monastero di Trastevere e con i soldi realizzare due strutture detentive per la capitale 

Vendere Regina Coeli

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Carcere: vecchio, sovraffollato

e costoso

di

Riccardo Arena

 

PATRIE GALERE. Costruito nel 1654, potrebbe ospitare 850 detenuti, ma oggi ce ne sono 1.100 e ogni anno costa 15 milioni di euro.

 

“Cara Radiocarcere, nella mia cella di Regina Coeli, che non è più grande di 8 mq, ci stiamo in 6 detenuti. Una cella dove tutto è vecchio e rovinato. Il bagno è senza porta, per non parlare delle lenzuola che ci vengono cambiate solo una volta al mese. Io vivo in queste condizioni da più di due anni e temo di non farcela più a resistere.”

E’ quanto ci scrive una persona detenuta nel vecchio carcere romano di Regina Coeli. Una struttura antica, degradata, sovraffollata e costosa. La storica galera, situata nel centralissimo quartiere di Trastevere, nasce come monastero nel 1654. Nel 1900 viene trasformata in istituto di pena e, da allora, è rimasto tale. Molte celle sono invivibili. L’umidità e la muffa corrodono i muri, tanto che i detenuti sono costretti ad attaccare fogli di giornale sulle pareti per proteggersi. Altre sono buie, a causa di lastroni di vetro e ferro messi alle finestre (le c.d. bocche di lupo).

All’ultimo piano del carcere spesso non arriva l’acqua corrente. In diverse celle manca il pavimento, in altre i muri sono scrostati. Quasi beffati i detenuti della terza sezione. Una sezione che ha subito un restauro conservativo. Hanno rifatto le celle come erano quando in carcere ci stavano Pertini, Gramsci e Ernesto Rossi. E non basta. C’è anche sovraffollamento a Regina Colei. Il carcere potrebbe infatti ospitare al massimo 850 detenuti, ma oggi ce ne sono circa 1.100. La conseguenza è che nelle celle c’è una media di 6 detenuti e, nei periodi di più grave sovraffollamento, che non sono rari, i detenuti in più dormono per terra nella sala del biliardino.

Qualche detenuto non resiste a questo degrado e cerca di uccidersi. E’ successo a febbraio, quando un detenuto ha tentato di impiccarsi. Ed è successo ad aprile, pochi giorni fa, quando un detenuto olandese, senza una gamba, ha cercato di farla finita. Tentativi di suicidio che non fanno notizia, ma che sono indice delle condizioni in cui si è costretti a vivere a Regina Coeli. Ma l’antico monastero non solo costringe la maggior parte delle persone detenute a una carcerazione indegna, no. Regina Coeli è anche  un carcere antieconomico. Non conviene. Ecco le cifre. 15 milioni di euro è il costo annuo di Regina Coeli. Si tratta di spese ordinarie, come la manutenzione della struttura, il mantenimento dei detenuti, le bollette, e gli stipendi del personale.

A questi milioni di euro, che si spendono ogni anno, vanno aggiunti i soldi spesi per le ristrutturazioni straordinarie. Negli ultimi anni, per i lavori di ristrutturazione di Regina Coeli, sono stati spesi ben 21 milioni di euro. Una cifra enorme, a cui vanno aggiunti 450 mila euro, dati nel 2006 dalla Regione Lazio.

Insomma, mantenere il carcere di Regina Coeli equivale a spendere migliaia di euro per conservare un’automobile vecchia e malfunzionante. Tempo e soldi sprecati.

Più sensato sarebbe vendere il vecchio monastero e con i soldi ricavati costruire due nuove carceri nella capitale. Il complesso di Regina Colei è grande circa 34 mila metri quadri e si trova in una delle zone più esclusive della capitale. Trastevere.  Sul mercato immobiliare ha un valore superiore ai 100 milioni di euro. Una somma più che sufficiente per realizzare due strutture penitenziarie da 500 posti.

La prima da destinare alle persone sottoposte a misura cautelare e da costruire lungo una delle strade che portano in Tribunale. Una struttura detentiva per presunti non colpevoli che per questo dovrà essere pensata per un trattamento detentivo il meno afflittivo possibile. La seconda struttura, che potrebbe realizzarsi nel terreno del carcere di Rebibbia, dovrebbe essere destinata invece alle persone condannate in via definitiva. Una soluzione questa senz’altro più sensata ed economica, di cui beneficerebbe la città di Roma e il sistema penitenziario.

 
Intercettazioni e media

 La riflessione
di Radio Carcere

"Applicare una

 sanzione amministrativa"

Il testo del disegno di legge

"Leggittimo impedimento"

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Il testo della legge

approvata dal Senato

 il 10 marzo 2010

IL PIANO SULLE CARCERI

Il testo

del Piano Straordinario per le carceri

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curato dal Commissario Straoridnario

Franco Ionta


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