Virginia Raggi e la sua “Boutique legale” di Riccardo Arena

Virginia Raggi, indagata per abuso d’ufficio e falso, ha deciso di rispondere ai Pm di Roma. Risultato: 8 ore di interrogatorio. 8 ore di risposte e di affermazioni che resteranno cristallizzate negli atti del processo che verrà. Un successone! (da Il Post)

Ormai è fatta. Virginia Raggi, indagata per abuso d’ufficio e falso, ha deciso di rispondere ai Pm di Roma. Risultato: 8 ore di interrogatorio. 8 ore di risposte e di affermazioni che rimarranno cristallizzate negli atti del processo che verrà. Un successone!

Un successone che evidenzia la strategia difensiva elaborata. Infatti, certamente la difesa del sindaco di Roma, o meglio la “Boutique legale” (come si definisce sul suo sito), avrà ben ponderato l’ipotesi che la Raggi si avvalesse della facoltà di non rispondere. Una facoltà riconosciuta dalla legge a chi è indagato, proprio per evitare di fornire risposte che possano col tempo nuocere alla difesa.
E certamente questa è stata un’alternativa oggetto di una seria e complessa riflessione.

Infatti, la “Boutique legale” si sarà chiesta: “Perché rispondere? Perché rischiare di aggiungere elementi a chi ti accusa?” E ancora: “Perché prestarsi al gioco della domanda inaspettata?”. D’altronde, la Raggi ben poteva non rispondere ai Pm e allo stesso tempo intraprendere una chiara e determinata campagna sui mezzi di informazione.
Una strategia questa, che sarebbe stata assai utile per annullare l’importanza dell’indagine e dell’interrogatorio e che sarebbe stata assai utile per evidenziare come sia inaccettabile che un sindaco venga messo in discussione dall’ennesima indagine della Magistratura.

E invece no. La decisione è presa. La Raggi risponde ai Pm. Ora, decidendo di rispondere ai Pm, ci si immagina che certamente, la “Boutique legale” abbia preparato per ore e ore la propria assistita all’interrogatorio. Certamente, anche se è noto che l’accusa sa sempre di più rispetto a chi è indagato, si sono pensate tutte le imprevedibili domande che potevano porre il dottor Dall’Olio e soprattutto il dottor Ielo.
Già sarà andata così. È sicuro.

Peccato, che grazie alla scelta di rispondere ai Pm e grazie a quelle 8 ore di interrogatorio, la Raggi è riuscita in almeno due risultati. Accusare Raffaele Marra, ora in carcere, dandogli la possibilità di parlare.
Arricchire il “caso Raggi” di un nuovo elemento: l’indagine a carico di Salvatore Romeo per abuso d’ufficio.
Si! Davvero un successone.

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