DETENUTO SI UCCIDE NEL CARCERE DI LECCE. E' LA 18^ IMPICCAGGIONE DEL 2015

  Lecce, 26 maggio. Atanasios Masavetas, un cittadino greco di 37 anni, si uccide alle prime luci dell’alba nella sua cella del carcere di Lecce.
Atanasios, che era in carcere perché sottoposto a misura cautelare e che era in attesa di un primo giudizio,  si è ucciso impiccandosi con delle lenzuola attaccate alla porta della cella. Sale a 45 il numero delle persone detenute morte dall’inizio del 2015, tra cui ben 18 sono stati i suicidi.

Lecce, 26 maggio. Atanasios Masavetas, un cittadino greco di 37 anni, si uccide alle prime luci dell’alba nella sua cella del carcere di Lecce.
Atanasios, che era in carcere perché sottoposto a misura cautelare e che era in attesa di un primo giudizio,  si è ucciso impiccandosi con delle lenzuola attaccate alla porta della cella.
Val la pena di precisare che Atanasios era ristretto nell’infermeria del carcere di Lecce e questo perché, avendo già manifestato segni di squilibrio, doveva essere maggiormente controllato.
Un controllo che evidentemente non è stato sufficiente, visto che Atanasios ha avuto tutto il tempo per fabbricarsi una forca rudimentale e impiccarsi.
A questo proposito è necessario sottolineare che il carcere di Lecce non è solo sovraffollato, visto che vi sono ristretti oltre 1.000 detenuti a fronte di circa 600 posti, ma soffre anche di una grave carenza di personale, mancando non solo medici, educatori e psicologi sufficienti ma anche circa 200 agenti della polizia penitenziaria.
Sta di fatto che con il suicidio di Atanasios, sale a 45 il numero delle persone detenute morte nelle carceri italiane dall’inizio del 2015, tra cui ben 18 sono quelli che si sono suicidati. Ovvero una media di 9 decessi al mese e di oltre 3 suicidi al mese.

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